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Dai una zampa

Qui troveranno spazio le vostre storie: raccontateci la vostra adozione, come è andata, raccontateci come avete scelto il vostro amico del cuore, il primo periodo insieme...

Questa è la storia dell'adozione del nostro Chaac:

Il 27 dicembre 2003 il nostro angelo Gacchan ci ha lasciato. Il 2 di gennaio, alla riapertura dei canili, siamo corsi ad adottare un altro cane, con addosso una tristezza infinita, e consapevoli del fatto che non stavamo di certo cercando un sostituto. Potevamo però salvare un altro bau da una brutta situazione. La malattia di Gacchan e la sua dipartita ci hanno fatto soffrire moltissimo, sapevamo che aiutando un altro quattrozampe, e dandogli l'affetto che si merita, anche lui ci avrebbe aiutato a passare quel terribile periodo. E' uno scambio d'affetto incondizionato, da entrambe le parti. Quel giorno pioveva a dirotto, e avevamo dimenticato a casa gli ombrelli. Abbiamo deciso di visitare tre canili, e così abbiamo fatto. Al terzo canile, l'unico dei tre privato ovvero non gestito da volontari (sappiamo tutti quello che significa...), stavamo guardando tutti i bau che saltavano come molle dietro alle sbarre, come a dirci "Prendi me ! Prendi me !" e nel frattempo chiedevamo notizie su di loro all'inserviente che ci stava accompagnando. Non aveva molte info da darci, anzi al contrario. I cani non avevano nemmeno un nome. Ad un certo punto, parlando, ci siamo fermati nei pressi di una gabbia, nella quale un cane stava saltando, e ci siamo accorti che un altro cane, nero, stava lentamente uscendo dal suo box coperto. Subito ci siamo chiesti come mai non fosse fuori come gli altri a farsi vedere per farsi portare via, e abbiamo domandato all'inserviente il motivo a causa del quale quel cane aveva l'aria così sconsolata. Ci ha risposto che era in gabbia da più di quattro anni, che era uno dei veterani, e che "non se lo portava via nessuno". Una nostra amica veterinaria che fa la volontaria nei canili da parecchio tempo ci aveva raccontato un giorno per caso, tempo prima, che i cani neri sono i meno richiesti, secondo la sua esperienza, senza però che lei sappia il motivo di questa cosa, motivo che anche noi non riusciamo a comprendere per nulla. Il cane nero si è fermato in mezzo alla gabbia, ha tirato su le orecchie e stortato la testolina con fare curioso perchè gli altri cani stavano davvero facendo un frastuono terribile, e poi ha... sbadigliato. Probabilmente davvero non ci credeva più, non pensava di poter mai uscire da quel posto. Noi ci siamo guardati negli occhi, ed entrambi abbiamo detto all'inserviente: questo sarà il nostro cane. E così è stato.

Chaac è venuto via con noi, sotto la pioggia battente. L'abbiamo subito stracoccolato e ci ha riempito il cuore di gioia. Chaac è il nome del Dio Maya della pioggia. I primi giorni in casa era stranito (V. foto...). Ora è felicissimo, ha imparato di nuovo a giocare, a non avere più paura mentre mangia... (appena adottato se gli passavamo vicino mentre mangiava faceva caììì e si abbassava, come a parare un calcio o qualcosa di simile - qualche maledetto in passato deve averlo attirato con il cibo per picchiarlo). E' un cane dolcissimo e docilissimo.


 


Chaac e Ken-di

Chaac e Pio

Questa è la storia dell'adozione di Ken-di:

Avevamo pensato che Chaac potesse avere un'amica, in fondo in casa c'era spazio anche per un altro bau. Stavolta però femmina (ovviamente da sterilizzare qualora ancora non lo fosse), così abbiamo definitivamente deciso. Allora abbiamo cominciato a guardare ancora più attentamente gli annunci che ci arrivavano al sito, volevamo una cana che avesse particolarmente bisogno di trovare una casa. Abbiamo letto un annuncio per una cana adulta, che viveva per strada in una situazione insostenibile, ed abbiamo contattato la ragazza che aveva fatto girare l'appello, la quale ci ha messo in contatto con un'altra ragazza, ovvero colei che voleva salvare la cana. Detto fatto ! Siamo andati a trovarla, con Chaac: si sono piaciuti, ovvero sono andati d'accordo da subito, anche se non sembravano interessatissimi l'uno all'altro, però almeno si sono ottimamente accettati... Ora come ora invece dormono accanto sul divano, e si vede lontano un miglio che si vogliono molto bene, ogni tanto si fanno anche i bacini muso-muso :o) - Ken-di è una trappolotta, ed è diventata il capo del branco di casa. Adora correre e saltare, è intelligente e sensibile, e noi la adoriamo, come adoriamo tutti i nostri animali di casa [e non solo... ;o) ].


 


Ken-di e Chaac

Palluzza, Chaac e Ken-di

Per quanto riguarda l'adozione di Palluzza... c'è scritto tutto quanto nel suo diario...

Poi... ci sono le miciole, Pio e Poppa (che, sigh, ci ha lasciato il 5 marzo 2007, aveva più di 16 anni), le topine, e poi Suerte, micello appena adottato... Un giorno racconteremo anche la loro storia, perchè non è giusto parlare solamente dei bau, ovviamente ;o).

Annalaura di Dogwelcome - marzo 2007

Questa è la storia di Clara di Torino e del suo Max:

Ho adottato dal canile ENPA di Torino (via Germagnano) un magnifico cagnone, un bracco tedesco adulto MASCHIO, di circa 5 anni, un cane bello, forte e allegro, del peso di kg. 35. Evidentemente non aveva mai vissuto prima in un appartamento, probabilmente era appartenuto a un cacciatore che lo custodiva in un box e poi si era fatto i suoi mesi di canile. Come purtroppo prevedibile, appena adottato dal canile il bel bracco faceva pipì in casa, era infatti abituato a far pipì dove e quando gli pareva, senza regole. E che pipì, un maschio adulto di taglia grande !! Inoltre, giunto nel nuovo ambiente di casa mia, doveva chiaramente marcare il territorio ! Ora è con noi da un mese esatto. I primi quindici giorni sono stati faticosi, ma poi gli episodi di pipì in casa si sono diradati, il disastro capitava solo più 2 o 3 volte a settimana. E la buona notizia è che ora ha smesso ! Sono riuscita ad educarlo ed ha perfettamente capito che la pipì si deve fare fuori. Invito chi adotta animali adulti che non hanno mai vissuto in appartamento, chi li adotta dal canile, ad armarsi di pazienza, buona volontà, ottimismo: se ne esce, eccome ! Non l'ho mai punito, giusto un bel "NOOO" urlato con voce forte e decisa ed una pacca sul sedere. Nella prima settimana, ero arrivata a scendere in strada fino a 20 volte, anche nottetempo, allo scopo di prevenire le pipì. Poi le uscite sono diminuite a 12, e si sono attualmente attestate sulle 7 - 8 uscite quotidiane. Ma è certo che le uscite "obbligatorie" (cioè preventive) diminuiranno ulteriormente. E' chiaro comunque che un maschio adulto di grossa taglia ha bisogno di fare grandissime pipì. Ma comunque tutto questo impegno è per un buon motivo. Questo bellissimo animale, che è una splendida compagnia, ha ora una casa calda, pulita, cibo sano e l'affetto di tutti noi. A margine, segnalo anche che i responsabili del canile ENPA di via Germagnano a Torino, ai quali -durante la classica loro telefonata di controllo post-adozione, avevo confidato il problema e tutto l'impegno che ci stavo mettendo per risolverlo, lungi dall'incoraggiarmi o dal darmi consigli utili per l'addestramento del cane alla vita domestica, mi hanno aggressivamente intimato: "Se non le va bene che pisci in casa, lo deve riportare in canile immediatamente !!!", come se uno dovesse accettare una cosa del genere ! (Non ho parole sulla villania ed incompetenza dello staff di quel canile). Per fortuna, io non ho mai preso in considerazione l'idea di riportare la bestia nelle sporche e desolate gabbie. Ma ho tenuto duro ed ho voluto dare un'opportunità di vita più felice al cane. - Clara, gennaio 2007

Ora il bracco (con me da tre mesi giusti) è capace di trattenere la pipì anche per ore e, se mi fossi scoraggiata dopo i primi 10 giorni o se avessi dato retta ai gestori del canile ENPA di Torino, il bracco sarebbe tornato in canile: invece è un cane meraviglioso, molto equilibrato, ha imparato tutto quello che c'era da imparare sulla vita in appartamento, ed è ora membro a pieno titolo della mia famiglia. E si è pure fatto una settimana di vacanza in montagna, correndo come un pazzo su e giù per la valle con l'amica-sorella boxerina (ho due cani). Era così felice ! - Clara, marzo 2007


Max, bracco tedesco Kurzhaar, nella foto appena adottato (all’età di 5 anni), proveniente dal canile di Germagnano (TO)

Rachel, incrocio boxer di 2 anni, adottata all’età di 1 anno, proveniente dal canile Ramondetti Cassardo di Trofarello (TO)

La poesia che Raffaell@ ha dedicato alla sua canetta Lilly, adottata in canile

Ti ho portato via, guardandoti
negli occhi grandi,
ma adesso capisco che tu
sola fosti a scegliere me.

Nei tuoi rumorosi giochi
infiniti e pazzi, nei tuoi salti,
nel tuo dolce profumo di legno,
trovo di nuovo gioia.

Amore incondizionato.

Linfa vitale, forza,
risveglio, senti il mio cuore,
il mio dolore o la mia pace.

Senti come se ti parlassi dentro.

Sei la mia fata, un dolce angelo,
che si addormenta prima di me
occupando metà letto.

La poesia di Raffaell@ dedicata al canile

Una giornata come tante,
tra spruzzi d'acqua
e ferite da curare.

Una giornata di fresca nebbia
e feroce ombra;
una giornata per pensare solo a voi.

Coprirvi dal freddo
con la coperta dell'Amore
e umanamente maledire
-per voi che perdonate-
chi vi ha sprezzati
e abbandonati, chi
vi ha violentato la libertà
chi non sa cos'è la vita
che solo voi,
sapete alleviare.

Amorevoli, fedeli, morbidi
Amici: aspettate, aspettate
ancora -ve lo dovete-
domani vi apriremo la porta
della libertà:
qualcuno si fermerà e si perderà
nei vostri occhi profondi.

Qualcuno che sentirà
il vostro Amore incondizionato
e vi porterà con sé,
nelle carezze, nel rispetto.

Questa è la storia di Tathiana e della sua Luna:

Estate 2000, sono in giro per internet quando rimango colpita da un inserzione del sito dell’Enpa: tre cuccioloni di simil pastore tedesco cercano una mamma e un papà! Rimango colpita da quei musetti e allora chiamo subito la sede Enpa di Segrate per fissare un appuntamento.
Vado a vederli, sono davvero bellissimi, magrissimi e con le gambe lunghe lunghe…ma oltre a loro ci sono tanti e tanti canetti che vogliono coccole….non reggo a vedere tutti questi musetti e scoppio a piangere… eh si… Chiedo ad una volontaria se è possibile adottare uno di questi lupacchiotti, che non è il primo cane in vita mia e che a fine anno mi trasferirò in una casa con giardino, naturalmente le spiego anche che il cane non rimarrà relegato in giardino come purtroppo ahimè fanno parecchie persone…

La volontaria mi dice che fino alla fine dell’anno non mi può dare il cucciolo in quanto vivo ancora in appartamento (???), io rimango un pò così ma effettivamente questa cosa mi ferma… penso per 5 secondi … fino a quando mi dice che se voglio uno di quei lupacchiotti, me lo possono dare a fine anno però devo pagare l’adozione a distanza… se no nulla.

Rimango un po’ allibita dalla risposta della volontaria… decido di lasciare perdere e me ne vado… non so… mi sembrava che puntasse più nel ricevere i soldi per l’adozione piuttosto che rendere felice un esserino…

Dopo un po’ di giorni, esattamente il 14 di agosto, decido di fare un salto al canile di Trezzano sul Naviglio, siamo nella zona cuccioli, tutti che saltano sulle sbarre per farsi accarezzare, tutti tranne un batuffolo nero, con due occhi da mucca… è li che osserva in un angolino….io rimango colpita da questo musetto, chiedo al gestore del canile delle informazioni: non ha una bella storia (come tutti del resto) è una femminuccia, è stata buttata dentro al recinto del canile chiusa dentro un sacco, poi, un mesetto e mezzo fa una coppia ha deciso di adottarla per poi riportarla indietro dopo un mese perché in casa “sporcava” (ma dai… forse dovevano andare a prendersi un peluche… oppure dovevano andare in ferie ed il cane era diventato una rottura di scatole…) …e che se volevo quella cucciola dovevo essere convinta al 100%... perchè era già stata traumatizzata abbastanza…

Mi dice di pensarci e di non avere fretta, che comunque doveva completare il ciclo di vaccinazioni che aveva iniziato e che doveva essere sterilizzata, me ne torno a casa e dopo 5 secondi che ho messo piede dentro casa mi sono chiesta “ma che cavolo ho fatto, l’ho lasciata li ????”
Sono corsa in canile (che tra l’altro stava chiudendo) e sono andata a prendere la cuccioletta… chi se ne frega delle vaccinazioni e della sterilizzazione, mi sono presa tutto a carico pur di portarla fuori da li !

Primavera 2007 - Luna è mia compagna di vita da ormai 7 anni, ne ha combinate tante… ma non mi pento affatto di averla adottata, ha imparato a stare a casa da sola (ha sofferto di ansia da separazione) e, tranne al lavoro purtroppo, me la porto da tutte le parti: vacanze, mercato, ristoranti, negozi…

Rifarei questo passo un miliardo di volte e ringrazio il destino di averci fatto incontrare !

Tathiana - marzo 2007

Questa è la storia di Jessica, che ha adottato Oliver

Era aprile del 2006, io e il mio ragazzo avevamo deciso di vivere insieme e da poco avevamo preso casa. Il mio trasferimento definitivo però sarebbe avvenuto solamente a settembre del 2006, in quanto la mia famiglia è sempre stata piuttosto "restrittiva" e ho dovuto contrattare l'uscita definitiva da casa. Premetto che, data la severità dei miei genitori, per il periodo da aprile a settembre, stando alle loro condizioni non avrei dovuto interessarmi per nulla alle "faccende" che avvenivano della nuova casa fino al trasferimento definitivo (non chiedetemi perchè, io ancora me lo domando !!). Il mio ragazzo da tempo insisteva perchè andassimo al canile ad adottare un cucciolo (il mio + grande desiderio!), ma la restrittività dei miei genitori e il nostro lavoro erano un problema enorme per me, finchè, un sabato pomeriggio, non mi ci ha portata a sorpresa. Mi sono innamorata a vista di tutte le creaturine del canile, ma continuavo a pensare a come avremmo fatto ad accudirlo e con fare per nulla convinto ho lasciato che fosse il mio ragazzo a fare tutto. La direttrice ci ha detto che avrebbe telefonato lei più avanti perchè era ancora presto per farli adottare. Passate 2 settimane dalla visita in canile, riceviamo la fatidica telefonata....di corsa al canile per portare a casa il piccolino !

Era l'esserino più bello del mondo, scodinzolava come un matto e annusava l'auto il ogni angolo, finchè si è addormentato in braccio a me. Ero felicissima, le paure se ne sono andate e da quel momento sono iniziati i miei "sotterfugi" per potermi prendere cura del piccolo senza dare sospetti in famiglia; risvegio alle 5.30 del mattino e via dal mio ragazzo per stare con Oliver durante la sua assenza, approfittavo di ogni pausa dal lavoro per andare dal cucciolo durante il giorno (il mio ragazzo esce di casa alle 6 e torna alle 19.30) e la sera stavo dal piccolo fino al rientro del mio ragazzo, adottando come scusa in famiglia che facevo degli straordinari. Tutto questo fino al mio trasferimento a Settembre 2006.

Ora sono strasoddisfatta di ciò che ho fatto, nonostante le difficoltà Oliver è perfettamente educato e non dà problemi se lasciato solo a casa, ai miei ho raccontato tutto e si sono stupiti per la mia tenacia ed ora... io e il mio cucciolo siamo inseparabili !! Jessica e Oliver - marzo 2007

La storia di Dana e Jasmine:

Anch'io ho una piccola storia da raccontare... Non è proprio un'adozione ma un salvataggio... Premetto che i miei animali non sono stati acquistati: Ivan il maremmano, Minù la gatta persiana e Dudù il pappagallo più chiaccherone che mi poteva capitare sono stati dei graditissimi regali... Ma con Jasmine è stato diverso. Estate 2005, io abito con il mio compagno Andrea in campagna, dove ci sono tanti gatti randagi ai quali naturalmente ogni mattina porto del cibo. Tra questi gatti c'era una bellissima miciona incinta, io la tenevo sotto controllo per capire quando avrebbe partorito... Il 14 agosto me la ritrovo al solito raduno per la pappa senza pancione !! Ho fatto un giro e la mia vicina mi ha detto che i cuccioli erano nel suo giardino dentro uno scatolo al sicuro ! Ma i gatti spesso quando si sentono troppo osservati cambiano di posto i loro cuccioli e lei infatti li aveva spostati in luogo sicuramente più nascosto. La notte del 30/08 viene giù un temporale incredibile e tutta la notte sentivo un pianto continuo ed insistente vicino il mio giardino... Non si fermava un minuto di piangere, era un lamento disperato...

La mattina successiva dopo varie ricerche riesco a trovere il punto esatto da dove proviene il pianto disperato accanto il mio giardino sotto un vecchio congelatore c'era sicuramente qualcosa... Per fortuna il mio compagno è magrissimo e riuscendo ad infilarsi sotto il congelatore scorge un gattino piccolissimo immerso nell'acqua quasi annegato...Era lei, Jasmine... Piccolissima... Subito riscaldata, nutrita con il contagocce e poi con il biberon ogni tre ore come un bambino... Ho chiamato il veterinario il quale mi spiega che devo fare le stimolazioni per i bisognini altrimenti non ce la fa... Beh! Ora ha quasi due anni ed è bellissima mandero' una foto se ci riesco a farla... Perche è molto vivace e non ci crederete, ma adora l'acqua ! Lei è viva grazie a noi e questo mi fa sentire benissimo perche nel mio piccolo ho salvato un animale da morte sicura e gli ho donato una famiglia (la nostra) che l'adora... Grazie, Dana - marzo 2007

La storia di Michela e Clio:

Ciao, sono Michela e poco tempo fa, mentre ero a Milano per lavoro, ho dato una sbirciatina alla pagina adozioni del sito Dogwelcome, cosa che non facevo da molto tempo (guardavo e riguardavo per bene il sito, ma non aprivo quella pagina perchè a casa mia c'erano già due pelosotte...)
Poi il 22 febbraio una di loro se n'è andata per una leucemia lasciando un vuoto incolmabile ed una tristezza nel mio cuore che non riesco a descrivere... Ho pianto per giorni e ancora adesso se ci penso piango perchè mi sembra impossibile non averla più qui, a volte mi sembra di sentirla dietro di me, silenziosa come era lei, che mi fissa con i suoi splendidi e dolcissimi occhi nocciola. L'avevo presa da un canile, magra e spaventata e nei 4 anni passati insieme l'ho vista rinascere e diventare sempre più fiduciosa e coccolona. Ho cercato per giorni una cagnolina che le somigliasse, la volevo uguale a lei, in tutto...

Poi ho visto sbucare dal monitor quel musetto bianco della quale si vedevano solo un grosso naso rosato e due giganteschi occhi marroni dolci dolci e di getto ho risposto all'annuncio. Dopo essermi accordata con il proprietario per vederci, ho cambiato idea mille volte... Ero indecisa, avevo paura di un sacco di cose poi l'ho incontrata ed è stato amore a prima vista ! Clio è dolcissima, bianca e morbida, non sta ferma un attimo e segue come un'ombra tutti i nostri movimenti, come faceva Joy... Ci guarda anche come lei, rantola nel lettone come lei... Insomma, è stato un grande dono e ha portato tanta gioia nella nostra casa ! Non ha subito traumi, quindi ha un carattere molto forte, molto maschile, a volte si impone in maniera così decisa che ci spiazza... Ed è stato così che si è conquistata l'inconquistabile... il lettone... sigh sigh !! Speriamo vada tutto bene e continui ad esserci un rapporto di reciproca tolleranza con l'altra cagnolina, Wilma, e con i gatti... Purtroppo qualche "attacco" c'è già stato ma non grave, magari con il tempo si assesterà tutto. A presto, Michela - marzo 2007

La storia di Choppy di Arianna, Claudio e Alice

E' un giorno di settembre, come tanti. Sto smanettando senza troppa convinzione al pc, e navigo in internet nei vari siti. Ad un certo punto, non ricordo come, capito in un sito di un canile della provincia di Torino, uno dei tanti. Chiamo Alice, la nostra bambina di 11 anni, per farle vedere le immagini, lei le adora, ha una collezione di statuine di cani in camera sua perchè è allergica sopratutto al pelo del gatto ma anche a quello del cane, e allora si consola con i cani ovunque li possa mettere: sui raccoglitori e i quaderni di scuola, sul calendario, sulle magliette e le borsette. Alice, come me e Claudio, il mio dolcissimo marito, ama molto i cani. Porta ancora nel cuore il ricordo di Toby, un cagnone gigantesco e buonissimo che aveva trovato....me e Claudio in montagna tanti anni fa. Toby era arrivato denutrito, spelacchiato, con un bernoccolo in testa e una zampotta dolorante magro da far paura durante una nevicata di quelle che non ci ricordiamo neanche più, nel lontano 1989. Lo avevamo sfamato e curato con l'aiuto di un veterinario locale, poi la nostra vicina che abita in montagna, accanto a noi, si offrì di tenerlo con sè. Suo marito costruì una bella cuccia per Toby, che nel corso degli anni riprese ad essere il cagnone dolce che era sempre stato, rimise su un po' di ciccia e invecchiò serenamente fino alla fine dei suoi giorni in questo paesetto di montagna vicino a Mondovì (CN) dove è stato sepolto. Alice si ricorda ancora di Toby, perchè da piccola lo prendeva per un pony, e gli saliva in groppa come fosse un cavallino. Lui, cagnone buono e tenero, aveva un occhio di riguardo per quella cucciolotta, e lasciava che si divertisse così senza protestare mai.

Ma torniamo al giorno di settembre... Mentre navigo a vista con Alice accanto, mi imbatto nel musotto tenero di un cagnolino buffissimo. Leggo i dettagli: pelo fulvo corto, anni 6, timido e pauroso, orecchie da Dumbo... Leggo anche il nome "Choppy". E' adattissimo per un cagnolino così... Alice sorride e mi dice..."mamma guarda... Non è bellissimo?". Io la guardo e rispondo: "si Alice...è vero. Lo è". Alice mi guarda con gli occhi tristi, e prova ancora con la solita domanda "Mamma, ma se mi passa l'allergia, potremmo avere un cane?". Mi commuovo. Anche a me e a mio marito piacerebbe, ma la salute di nostra figlia viene prima di tutto. "Si Alice, certo che potremmo". "Mamma, anche se non possiamo prenderlo con noi in casa, lo adottiamo a distanza?", mi incalza Alice. "Così saprebbe che c'è qualcuno che gli vuole bene. Pensa mamma. Lui è piccolo, e il canile è pieno di cani grandi... dai mamma, possiamo? Almeno a distanza, mamma, possiamo adottarlo?". Detto, fatto. Chiamo le volontarie del canile, che mi spiegano come fare. Choppy è "nostro", almeno a distanza. Alice si fa stampare una sua foto, che appende sopra al suo letto e ogni sera sogna che le vada via l'allergia, per poter andare a prendere Choppy al canile. Anche noi ci siamo innamorati a prima vista. Il cagnetto è un buffissimo meticcio di 6 anni circa, con un bruttissimo passato alle spalle, e ha soggiornato per un lungo lasso di tempo al canile di Settimo prima di finire in quello di Chivasso.

Un giorno, al rientro da scuola, presa dalla malinconia di non poterlo avere vicino, Alice prende carta e penna e gli scrive una lettera...d'amore ! "Caro Choppy, io spero che mi aspetterai per quando verrò a prenderti, ti sogno ogni sera...ti prego non farti adottare da nessun altro..." è talmente commovente che i volontari la appendono alla bacheca del canile, insieme alle foto degli altri cani adottati... Un pomeriggio di sabato decidiamo di andare a fare la sua conoscenza. Alice è al settimo cielo, ma le spieghiamo che le reazioni del cagnino potrebbero non essere quello che lei immagina. Lei mi spiega che non devo preoccuparmi, in fondo non ci ha mai visti. Cosa ci aspettiamo che faccia? Che ci salti addosso all'improvviso? Arriviamo a Chivasso, al canile, con un po' di magone. Ci presentano Choppy che in quel momento arriva da una passeggiatina all'esterno con un volontario: è davvero buffo. Con quelle orecchione sulla sua dolce testolina, sembra davvero un gremlin!...."Ciao Choppy bello, noi siamo i tuoi genitori adottivi e questa è Alice".... Stiamo assieme a lui per un po' e lo portiamo a spasso. Alice non vuole quasi che lo accarezziamo, e ci prende con insistenza il guinzaglio dalle mani mie e di mio marito ogni qualvolta tentiamo di portarlo noi. Lui si lascia pasticciare mansueto con gli occhi sgranati, Alice nota quanto sia mingherlino, dall'aria spaventata. Anna, una delle meravigliose volontarie del canile ci spiega che questo è un cagnolino tremendamente impaurito e timoroso della sua stessa ombra, che ha davvero bisogno urgentemente di una casa per non morire di freddo e paura al canile, dato che non reagisce neanche quando è attaccato dagli altri cani più grandi, e che lei si sta dannando per trovargli una famiglia senza bambini troppo piccoli che lo tormentino, perchè ha bisogno di tranquillità per recuperare fiducia nell'uomo. Parlando con Florence, l'altra volontaria referente del canile di Chivasso, viene fuori che lei ha avuto una fortissima allergia ai gatti che ha superato quando, oltre ai due cani adottati dal canile che possiede, ha accolto in casa sua anche tre mici. Lei sostiene che l'allergia si supera proprio venendo a contatto con quello che la scatena. E' il sacro principio dell'omeopatia: ciò che scatena una malattia è in grado di curare la stessa malattia, assunto a dosi diverse... In effetti, ma a "istinto animale" sono d'accordo... Stiamo ancora un po' con Choppy e poi andiamo a casa. Alice ha i lucciconi negli occhi, non siamo ancora ripartiti e già mi chiede se possiamo tornare a trovarlo il prossimo sabato...

La settimana passa infernale, con il tormento del cagnolino nel cuore... Parlo fitto fitto con Claudio, e concordiamo insieme di provare a tenere Choppy per un po', il tempo necessario per vedere se la teoria di Florence funziona con Alice e Choppy. Chiamo Anna e chiedo se il canile può affidarci temporaneamente il nostro cagnino del cuore, le spiego il motivo e lei acconsente... Così il sabato successivo siamo al canile di Chivasso e Alice è al settimo cielo... Un cane, VERO stavolta !!! Choppyno è buonissimo già dal primo momento, ma è ancora triste e paurosissimo. I primi due giorni in casa nostra, non tocca quasi cibo, e si nasconde negli angolini più remoti, fino quasi a scomparire. Quando andiamo a spasso si appiccica ai muri e si fa piccolo piccolo, mentre tira il guinzaglio come neanche un Husky con la slitta. Basta un colpetto piccolo e corre disperato a rifugiarsi ovunque trovi un riparo e farlo uscire è difficile. La prima notte in casa la passa sotto al tavolo piccolo della sala. Ma il mattino successivo, comincia ad annusare la cuccia provvisoria che gli abbiamo preparato sotto una grande pianta d'appartamento che abbiamo in sala, dietro a una poltrona, così si sente protetto. E' una vecchia cassetta della frutta di plastica, che abbiamo pulito e lavato, poi Alice ha recuperato un vecchio cuscino del suo lettino da bambini, gli abbiamo messo una bella federa e infine abbiamo recuperato una vecchia copertina. Non sappiamo se andranno bene, perchè non sappiamo neanche ancora se resterà con noi, dato che non vuole saperne di mangiare. Io però ho comprato una doppia ciotola, cibo+acqua, che ho messo in cucina e ho comprato del cibo umido per cani. Magari le crocchette non gli vanno proprio giù...Noi mangiamo ai nostri soliti orari e così, la domenica a pranzo, mentre siamo a tavoli, e facciamo apposta gli indifferenti nei suoi confronti, senza considerarlo troppo, Choppy si avvicina alla ciotola del cibo umido che gli abbiamo preparato e....comincia a mangiare!!! Evviva!! Abbiamo gli occhi lucidi. Forse ci riusciamo, chissà se vorrà restare con noi ? Le due settimane seguenti di affido temporaneo serviranno a Choppy a capire su quale pianeta è atterrato con le sue Dumborecchie, ma alla fine di questo periodo avrà capito che può cominciare a sentirsi al sicuro: grandi pappe, grandi nanne con ronfamento incluso letteralmente spaparanzato, e grandi passeggiate. Siamo agli inizi di ottobre. Alice non ha problemi di allergia. Gli mette persino il naso sul collo e lo bacia a raffica ripetutamente sulla testa.

Sul finire delle due settimane chiamiamo Anna: grazie Anna ma....ci teniamo Choppy !!! Anna esplode di gioia, era un po' preoccupata perchè Choppy era il beniamino del canile. Il sabato successivo andiamo a Chivasso per le pratiche dell'adozione definitiva. Tutto il tempo del viaggio da Torino a Chivasso (circa mezz'ora) Alice tranquillizza Choppy parlandogli all'orecchio e dicendogli che non deve spaventarsi se torniamo al canile, che non lo stiamo riportando lì ma anzi lo prendiamo definitivamente, beh si... La cosa è un po' complicata dal punto di vista di un cane, se uno ci pensa bene, ma le cose non sono sempre quelle che sembrano e ecco....insomma! E infatti Choppy fiuta l'aria del canile, abbassa le orecchie mesto e gli torna l'aria triste negli occhi che per due settimane abbiamo provato in tutti i modi a cancellare... firmiamo i moduli di affidamento, facciamo un giretto del canile per salutare i compagni di...sventura che rimangono ancora là e poi risaliamo in macchina con Choppy che sposta lo sguardo tra noi e Alice con l'aria incredula....."sono fuori di lì!" - sembra dire - "allora non è un sogno....ho una casa!!".

Da quel giorno in poi, Choppy rifiorisce. Mette su qualche chiletto, vede il veterinario che lo visita, fa la detartrasi e curiamo l'otite, gli facciamo il bagnetto, mangia regolarmente e con grande appetito alle ore stabilite (é molto equilibrato e riservato, come carattere), e prende sempre più confidenza. Gli acquistiamo una cuccia nuova in cui trasferiamo cuscino e coperta di Linus, e ci segue praticamente ovunque. Stabilisce quali sono i suoi angoli preferiti della casa, prende definitivamente possesso del divano non appena questo viene lasciato libero da Claudio. Impara a fare sempre i suoi bisogni fuori, e se li deve fare di notte li fa sul tappetino che lasciamo in sala per lui, adora dormire sparapanzato, e poco alla volta si lascia andare. Quando andiamo via qualche ora lasciandolo solo in casa trasferisce diligentemente tutte le ciabatte e le scarpe che trova nell'ingresso sul divano e le colloca in fila come se dovesse fare un'esposizione. Ha talmente affinato l'arte del "furto della scarpa" che adesso ce lo fa letteralmente sotto il naso. La tecnica è semplice ed efficace ed è questa. Quando qualcuno di noi rientra in casa sono grandi feste e scodinzolate furiose...Choppy osserva attentamente i nostri movimenti e appena vede che ci mettiamo le ciabatte (dopo averle cercate in giro per la casa o sul divano per venti minuti...) quatto quatto si avvicina alle scarpe che annusa. Poi appena ci voltiamo con un movimento rapidissimo ci affonda il muso dentro, le prende e le trasferisce alla velocità della luce e a quel punto poco importa che si renda conto che lo vediamo: l'altra notte ha dormito con la testa dentro la scarpa di Claudio... Insomma è buffissimo!

Ha imparato a dimostrarmi quanto mi vuole bene quando capisce che gli preparo la pappa. Qualche volta mi chiedo se non si fa male, preso dall'entusiamo e dalla fame. Alla sera mentre gli preparo il cibo, per dimostrarmi il suo apprezzamento corre per tutta la casa, e sovente si lancia di testa sui cuscini del divano: è impressionante vedere i salti che fa...sembra quasi che la gioia lo faccia "cavalcare"...ma riesce anche a suscitare sentimenti di estrema tenerezza, quando per esempio alla sera non vuole saperne di uscire per il giretto idrico serale....orecchie basse, zampe puntante, occhio languido e triste, coda tra le zampe, pancia quasi raso terra, passi lenti e difficoltosi....non c'è che dire....è piccolo ma ci sa fare! E' diventato talmente bello che nessuno crede che abbia 6 anni: lo prendono sempre per cucciolo.... Noi siamo sempre più contenti, e gli vogliamo sempre più bene...in particolare Alice, per il quale è diventato un "fratello peloso" col quale talvolta bisticcia (e lui ringhia). Lo portiamo sempre con noi e quando proprio non possiamo lo lasciamo a mia mamma, che lui già conosce. Choppy non abbaia mai, proprio mai, e mia mamma dice che le spiace perchè così le sembra quasi che non ci sia.... Bene, la nostra storia con Choppy l'abbiamo iniziata, e speriamo di finirla tra molti anni... 8 kg di cagnetto che ci hanno cambiato l'orizzonte e la vita. Tutte le volte che lo guardo negli occhi, gli chiedo scusa per tutto il male che noi umani facciamo a molti suoi simili...ma lui sembra sempre rispondere "ma voi no....io lo so che ci volete bene!!" e mi sembra quasi che sorrida. Allego qualche altra foto del nostro piccolo re.... Bauciao, da Arianna, Claudio, Alice e Choppy - marzo 2007

A proposito, mi sono dimenticata di raccontare ancora una piccolapiccola cosa.... 29/10/2006 h. 9.06 Florence del canile mi manda un msg sul cellulare che dice così: "Gli amici di Choppy lo ringraziano: ieri sono venute tre famiglie per adottare lui e hanno preso noi ! (avevano tutte la foto di Choppy sul computer). Grazie amico Choppy per aver dato anche a noi una famiglia. Una zampata affettuosa da Frodo, Luna e Milù." ...la storia bellissima continua... Evviva i bau di tutto il mondo: speriamo che li salvino!!! ;-) Arianna & Co.

Ci scrive Marta:

Ciao a tutti, ho appena letto le storie di adozioni e se può essere utile vi invio la foto della mia famiglia pelosa, infatti ho ben 3 cagnoloni, tutti rigorosamente adottati da adulti: Ambra, maremmana di 12 anni, e Pierino, pastore tedesco a pelo lungo di 13 anni, li ho trovati ormai 8 anni fa abbandonati, sono una coppia affiatata e 5 mesi fa è entrata a far parte della famiglia Betta, bellissima meticcia di 11 anni, passati tutti in canile. Vorrei tanto che le persone capissero che un cane adulto può affezionarsi tanto quanto un cucciolo a chi lo adotta, anzi forse si affeziona di più, perché ha già vissuto senza affetto ! Vi mando l'unica foto in cui ci siamo tutti e 4 (è difficile inquadrarci tutti !), è stata scattata a Natale, e dopo solo 2 mesi Betta era già tutta sorrisi e coccole!!! E' inutile, li amo, tutti e 3. Marta - marzo 2007

La storia di Anna e Emma:

Emma è una bellissima setter inglese bianca e nera, presa dal canile di S.Giuliano (Mestre-Venezia) quando aveva tre anni e ora perfettamente a suo agio nella vita da cane di casa stra-amato e stra-coccolato - l'unica cosa che ancora la turba sono le frequenti visite dal veterinario dovute all'otite cronica che il suo precedente proprietario (un cacciatore) non ha mai curato. A maggio 2005 è morto il mio amatissimo "fratello peloso" Leo, che aveva riempito di gioia la vita dei miei genitori, di mio fratello e mia. Vedendo la sua sofferenza nella fase finale della malattia e pensando però a quanti altri cani non hanno una famiglia amorosa che li accudisce, avevo iniziato in primavera a dare una mano come volontaria nel locale Rifugio del Cane di s.Giuliano. Nel corso dei mesi ho incontrato davvero molti animali belli e dolci che sarebbero potuti essere fantastici "successori" di Leo, ma mi è successo solo a gennaio 2006 di incontrare Emma e capire che LEI (proprio lei, non un altro) sarebbe diventata la mia nuova compagna di vita.

Quando l'ho vista per la prima volta era in infermeria, stremata perché aveva da poco partorito (i cuccioli sono purtroppo morti). Mi è stato detto che era un setter inglese abbandonato da un cacciatore (categoria che odio e detesto) - allora io, che al tempo non m'intendevo affatto di razze canine, ho comprato un manuale per capire se le sue esigenze potevano essere compatibili con le mie: al di là del fatto che la trovavo stupenda (in senso allargato, dato che allora era in stato pietoso), volevo fare una scelta ragionata e consapevole. Al tempo vivevo con i miei genitori, i quali - una volta fatta la conoscenza di Emma - hanno superato ogni iniziale titubanza (per il grande dolore provato con Leo) e pochi giorni dopo, mentre eccezionalmente nevicava a fiocchi, io e mia madre ci precipitavamo a recuperarla dalla gabbia in cui era stata sistemata. Era il 26 gennaio 2006, data che festeggiamo come suo compleanno, perchè lei da quel giorno ha davvero avuto nuova vita. La mattina dopo mi recavo all'anagrafe canina: Emma, dopo due mesi di affido, sarebbe ufficialmente diventata il mio cane ! I primi tempi non aveva neanche il coraggio di muoversi dalla cuccia - era anche molto debole fisicamente e non ce la faceva nemmeno ad uscire in giardino per i bisognini - poi ha iniziato a sfogare tutta la tensione facendo corse "isteriche" per il giardino… era un cane molto schivo e in nostra presenza non aveva il coraggio né di giocare né di abbaiare o fare altre normalissime cose da cani. L'abbiamo sempre trattata con grande rispetto, senza mai forzarla in nulla: l'accoglievamo amorevolmente tra noi, ma se preferiva stare da sola la lasciavamo in pace. Emma aveva numerosi problemi comportamentali, ma con tanta pazienza e tantissimo amore (anche con l'aiuto di un'educatrice cinofila) le abbiamo fatto superare le sue paure: dopo un anno è proprio un cane equilibrato, sorridente e fiducioso - è un altro cane rispetto alla Emma che avevo preso dal canile ! Questa per me è una soddisfazione enorme, ma dico spesso che lo sforzo più ammirevole - da cui noi tutti dovremmo imparare - lo ha fatto la mia cagna: ha dato un'altra possibilità alla specie umana che tanto male le ha fatto ! Anche se agli inizi le passeggiate la terrorizzavano, ora è molto amichevole con gli altri quadrupedi che incontra al parco e spera sempre di trovare qualcuno matto come lei che voglia giocare a correre a tutta birra; spesso li invita al gioco con buffi inchini e abbai sonori, senza rendersi conto che a volte, col suo entusiasmo, spaventa i cagnolini più timorosi. Proprio lei che è stata tanto fifona !!!

Libera all'aperto è un vero spettacolo: si scatena in corse selvagge e sfoga il suo istinto di cacciatrice, facendo la "ferma" proprio come nei manuali e balzando rapidissima sulla preda dopo lenti avvicinamenti (per fortuna con me finora non ha mietuto vittime). Ma più tempo passiamo insieme meno voglia ha di cacciare seriamente come penso le sia stato imposto in passato, e per me è una grandissima gioia vederla correre con le orecchie all'aria per il puro gusto di correre. Da quando io, Emma, Gianpaolo (il mio fidanzato) e Cindy (la sua famelica cocker) siamo diventati una famigliola (anzi, un bel branco), Sua Altezza Reale Lady Emma of Saint-Julian non è più stata schizzinosa col cibo, ha imparato ad arraffare ogni cosa arraffabile dalla cucina e a chiedere insistentemente cibo quando gli umani mangiano, senza la minima dignità aristocratica che aveva in passato. La sua amatissima sorellina (si cercano sempre) nonché - ahimè - guida spirituale Cindy le ha insegnato un bel po' di birbonate, prima di tutte la conquista dei divani. Non se la passano certo male! Detta anche Emmina-vagante per la facilità con cui scappa via quando è libera, la mia pelosa è prima di tutto una grandissima coccolona; potrebbe stare ore intere a farsi grattare sotto la gola o sul pancino, va in brodo di giuggiole quando trova una persona che la coccola per bene e le carezze sono l'unica cosa per cui la Cindy a volte si prende una ringhiata: Emma condivide con lei generosamente cuccia, ossi, giochi ma delle coccole non se ne parla proprio ! - Anna, aprile 2007

La storia di Enrica ed Enrico, con Lulù:

Lulù è entrata nella nostra famiglia ufficialmente il 17 Marzo 2007 all'età di 8 mesi dotata già di ben 19 Kg. di pelo, di ciccia (non che fosse cicciona sia chiaro, ma per far capire che all'arrivo era già ben impostata) e... di amore. L'abbiamo adottata dopo aver visitato un sito simile al vostro che cercava di dare una collocazione a cani e gatti di tutte le età e di tutti i tipi, e dopo che la nostra gattona di casa dopo 18 anni di onorata carriera ci ha lasciato. Mi rendo conto che Lulù, in confronto ad altri suoi simili, è stata fortunata; mi rendo conto anche però che qualsiasi cane che sia stato abbandonato e per di più da cucciolo una gran fortuna non ce l'ha avuta. Lulù è stata raccolta da un'anziana signora di Milano che trascorreva le sue vacanze estive a Lecce nella casa di famiglia. Dopo averla vista gironzolare per parecchi giorni piccola, indifesa, con una corda legata al collo e stanca di vedere che nessuno si prendeva cura di lei se non per darle delle bastonate con la scopa, ha deciso di raccoglierla e di portarla con se e il suo cagnetto a Milano. Nonostante fosse a conoscenza delle difficoltà che avrebbe incontrato a deciso lo stesso di prendersene cura con grande amore e sacrificio. Lulù purtroppo crescendo ha mostrato tutto il temperamento e l'esuberanza di mamma e papà (border collie/golden retriever) e il piccolo appartamento in centro a Milano di 60 mq. è diventato troppo piccolo e troppo stretto.

Ha passato un breve periodo in affido temporaneo da Silvia (la ragazza che insieme alla Signora me l'hanno portata fino a casa a Mantova) e dalla sua famiglia sempre di Milano; poi la pubblicazione dell'annuncio su internet e dopo qualche giorno (non ho lasciato passare molto tempo, forse un paio di giorni, e poi ho scritto subito una mail ha Silvia in cui chiedevo di adottarla) era a casa nostra. Sarebbe ridicolo dire "per la gioia di grandi e piccini" ma è davvero andata così.

 

Ha riempito di gioia tutti, anche dei suoi nonni che abitano sotto a me e ad Enrico, mio marito. Sono loro che si occupano di Lulù quando noi siamo al lavoro, facendole fare lunghe passeggiate in campagna e riempendola di coccole. Lulù non ama stare da sola, soprattutto se al chiuso: soffre di ansia da separazione. Sapevamo già al momento dell'adozione di queste sue paure e l'abbiamo adottata volutamente consapevoli che non sarebbe mai stata sola e non avrebbe mai sofferto. Lulù è la gioia, è la semplicità dell'amore donato senza pretendere nulla in cambio. L'ho desiderata per tanto tempo ed ora che ce l'ho e che mi ha conquistato il cuore resterà sempre con me. Quest'estate ce la portiamo in vacanza in montagna in Val di Fassa in un garnì che abbiamo trovato sul vostro sito. Ringrazio voi del sito per lo splendido esempio che date, per il servizio che offrite e per le storie che raccontate, sempre vere e sempre toccanti. Ringrazio Enrico, mio marito, perché condivide con me in modo totale questa gioia; i miei carissimi amici Andrea ed Erika con la piccola Sofia che quest'estate passeranno le vacanze con noi e Lulù; ed infine ringrazio lei, la mia Lulù, perchè mi ha insegnato in questo mese la purezza delle cose e dei sentimenti, la semplicità dei gesti e degli sguardi.

Volevo anche aggiornarVi sulla situazione di Lulù in macchina. Vi avevo scritto qualche settimana fa chiedendovi aiuto perché Lulù aveva avuto una crisi di panico pensando l'abbandonassimo ancora. Abbiamo fatto circa come avete detto voi ed effettivamente ha funzionato. Ieri sera addirittura si è distesa sul sedile guardando Enrico in adorazione, come si sentisse una principessa. Permettemi, infine, una considerazione che è da un po' che macino dopo aver letto la storia dell'adozione del vostro Chaac. Sono rimasta molto colpita nel leggere, come vi aveva raccontato una vostra amica veterinaria e volontaria in canile, di come i cani neri siano i meno richiesti. Mi sono chiesta... perché ? Allora ho pensato a Lulù, alla purezza dell'amicizia con i suoi amici pelosoni che incontra al parco o per strada, amici neri o bianchi, amici a pelo lungo o a pelo corto, amici di razza o meticci. Fra di loro è vero esistono simpatie ed antipatie, ma di certo non si fermano al semplice colore del manto o degli occhi. In un mondo (non animale) in cui ci vantiamo della multirazzialità, quando di multirazziale ancora non c'è niente; in un mondo in cui vantiamo di tenere per mano un fratello nero, andandoci a lavare poco dopo le mani in bagno di nascosto, anche i cani, NERI, subiscono ingiustamente la situazione e vedere Lulù che corre impazzita nel parco col suo amichetto nero, molto più piccolo di lei mi riempie di gioia; vedere Lulù che si innamora (al suo primo calore avvenuto dopo una settimana che era arrivata a casa nostra) di un piccolo cagnetto del paese, piccolo, anziano, con la voce roca, non più arzillo ma estremamente simpatico mi fa capire che fra di loro basta poco, una scintilla che va al di là di tutto... ed è bello così. Sapessimo tutti accorgerci di queste loro sottilezze !!!! Scusate lo sfogo... Perdonatemi se sono stata troppo lunga!!!
Grazie, Enrica, Enrico e Lulù - 19 aprile 2007

La storia di Elena e Sheila:
 

Ciao amici vi scrivo per raccontarvi la bellissima storia che mi ha fatto incontrare la mia meravigliosa cagnolina Sheila. Era da mesi che cercavo un cagnolino…Una mattina apro il sito enpa come tutti i giorni faccio ed eccola li la mia piccola… Appena ho visto i suoi occhioni mi sono detta" ha bisogno di me"… Ho contattato immediatamente l'inserzionista per un primo appuntamento... La sera dopo andammo a conoscere Sheila... Era tutta impaurita povera piccola... La stava ospitando una signora stupenda che si offriva di fare da casa famiglia per i cagnolini in attesa di affido… Ce ne andammo con l'impegno di pensarci bene e dare una risposta il giorno dopo… Io me la sarei portata via anche subito però non si poteva, bisognava perfezionare la documentazione per l'adozione... Il giorno dopo, ed era esattamente il 20/12/05, andai a prenderla... Ero troppo felice… Ci accorgemmo che però non stava molto bene… Infatti passò la nottata a vomitare povera piccola...

La portammo dal veterinario e fummo costretti a lasciarla al pronto soccorso per tre giorni attaccata ad una flebo... Aveva la gastroenterite... Io andavo tutte le sere uscita dal lavoro a coccolarla dentro la gabbietta dove l'avevano messa e lei mi guardava con quegli occhioni come quasi a ringraziarmi per quanto stavo facendo per lei.. Fortunatamente dopo tre giorni riuscii finalmente a portarla nella sua/nostra casa della vita.. Dopo una settimana era in formissima… La curammo poi per la gravidanza isterica e per i funghetti che le erano venuti alle orecchie... Povera, era stata parecchio trascurata dai suoi precedenti padroni... Poi a gennaio 06 pensammo che era giusto passare alla sterilizzazione visto che era predisposta alle gravidanze isteriche, cosa che le provocava non pochi disturbi... Per quanto riguarda il suo atteggiamento nei primi tempi vedevamo che era molto attenta a quello che facevamo ma allo stesso tempo non ci dava molta confidenza e difatti il veterinario ci disse che ci sarebbero voluti minimo 3 mesi perché venisse fuori il suo carattere... E così fu... A maggio del 2006 siamo andate in Toscana e li è successo... La mia piccolina finalmente cominciava a giocare e a manifestare la sua felicità... Ci siamo divertite un mondo... Lei era troppo felice... Di giorno andava a caccia di lucertole e la sera di ranocchietti... Si limitava solo a rincorrerli... Non gli faceva del male... Ovviamente di giorno stava nella sua cuccia quando si voleva riposare ma la notte assolutamente doveva venire nel lettone con noi… Si sentiva protetta... Oltretutto è una cagnolina che è sempre stata educatissima… Non ha mai fatto i suoi bisognini in casa, troppo brava… E comunque io ero preparata al peggio, quindi anche se l'avesse fatto io avrei portato pazienza… Dobbiamo capire che questi poveri cagnolini hanno un passato che potrebbe essere stato un trauma per loro e trovare una famiglia amorevole che abbia pazienza e fiducia in loro li può aiutare a recuperare fiducia negli umani… Comunque adesso è passato ormai un anno e mezzo e non riuscirei piu' a pensare ad una vita senza la mia Sheila… E' un amore…

 

Alla sera quando torno dal lavoro mi accoglie con tantissima gioia… Per chi ha dubbi sull'adottare a meno un cagnolino dico che fate benissimo a pensarci bene perché un cane non è un giocattolo ma un essere vivente come noi umani però vi assicuro che l'amore che avrete in cambio vi colmerà di tutto… Scusate mi sono dimenticata di dirvi che la mia Sheila ha ben 6 anni… Sapete per me l'età non ha mai avuto importanza però vi dico che adottare un cane non più cucciolo è un esperienza che ti da tantissimo... Un abbraccio forte forte ad Annalaura e a tutti voi da Elena e Sheila, che è felice ! Elena, 3 maggio 2007

La storia di Ester, Claudio, Syria e... Willy

La storia della nostra adozione è semplice. La mia bambina voleva un fratellino. Io sono andata al canile e, per metterla alla prova, ho preso un cane in affidamento. Un cagnolino di circa 6 anni, bellissimo, ma dopo solo 4 giorni che viveva con noi, è arrivato il suo padroncino a riprenderselo ! Meglio così, ma a casa nostra si è scatenata la tragedia. Io piangevo, mia figlia piangeva, mio marito mi ha detto "Vai e ti prego, adottalo, un fratellino !!!" Mi sono "rirecata" al canile, ho visto Willy tra tanti, ho compilato le carte di adozione e dopo 2 giorni l'ho portato a casa. Sono andata a prendere la mia cucciola alla scuola materna col nuovo fratellino e lei è letteralmente impazzita !!! E, devo dire, tutti siamo pazzi per Willy. Dolce come miele e bravo come... boh, bravo e basta !!! Devo comunque dire che avevo già adottato un cane al canile, quando 14 anni fa sono andata a vivere da sola: la prima cosa che ho fatto è stata adottare un cane. Un bellissimo cagnolino che assomigliava tantissimo a Willy e che purtroppo è morto a soli 7 anni perchè era epilettico e non ha superato una crisi fortissima. Ma la mia esperienza era stata così bella che non avrei potuto fare altro che adottarne un altro. Secondo me i cani adottati hanno una marcia in più ! - Ester, 12 maggio 2007

La storia di Aura e Alice:

Otto anni fa, in autunno io e il nostro cagnolino di un anno (Yerri), passeggiavamo lungo il sentiero che costeggia il torrente vicino alla nostra abitazione quando sentiamo insistentemente dei miagolii. Yerri si avvicina ad un cespuglio,lo seguo e... sorpresa... vediamo due piccolissimi micini disperati in evidente stato di abbandono. Immediatamente li raccolgo e noto che sono appena nati, li avvolgo nella giacca e li porto a casa. E qui iniziano i problemi. Uno dei due non succhia per niente, probabilmente per una malformazione alla bocca, non riesco a fargli deglutire nulla e dopo poche ore muore. Dispiaciuti e demoralizzati speriamo di farcela almeno con l'altro e su consiglio del veterinario iniziamo ad alimentarla con dei prodotti adatti, quindi biberon, cura degli occhi e stimolazione per le deiezioni. In tutto questo partecipa Yerri che,molto delicatamente le lecca gli occhi,il sederino e si comporta quasi fosse una mamma gatta. Io sto molto attenta e lo rendo partecipe durante la somministrazione del cibo allo scopo di non farlo ingelosire. Fa freddo e quindi teniamo la micia, Alice, in uno scatolone con il termoforo sulla temperatura adatta. Yerri è curiosissimo e non vede l'ora che esca dalla sua "culla", ma bisogna ancora aspettare. Un bel giorno eccola che apre un occhietto e dopo un pò l'altro:è bellissima, tutta nera con due occhi gialli che iniziano a studiare l'ambiente e come prima cosa va verso il cane. Ed è così che iniziano, sotto il nostro controllo, a giocare e lui continua a preoccuparsi della toilette felina, in special modo il lavaggio delle orecchie. Quando l'abbiamo fatta sterilizzare si limitava a leccarle il muso finchè si è svegliata. Inutile dire che sono diventati amici inseparabili, viaggiano in camper con noi e anche Alice esce al guinzaglio assieme a Yerri. Lei lo segue ovunque e lui si lascia fare di tutto senza lamentarsi. Ci è spiaciuto per l'altro micino, ma era inevitabile, con Alice è andata bene e siamo veramente felici che ora sia con noi sana e salva. Aura (VR), 31 maggio 2005

Bravissima Aura !

Volevamo solamente aggiungere una piccola nota: talvolta i micini appena nati sono in attesa della loro mamma, che va a cercare cibo per farsi forte e allattarli. Quindi prima di prendere i micini (con l'ottimo intento di salvarli) bisogna essere più che certi che siano davvero orfani, ovvero, cercare di non portarli via senza la mamma. La cosa migliore è appostarsi ed aspettare di vederla arrivare, in quel caso NON vanno toccati i micini, e si cerca di aiutare offrendo alla famigliola una calda cuccia, cibo e acqua, oppure (se si riesce a portare via anche la mamma, cosa spesso molto difficile se è randagia) portarli a casa tutti per poterli salvare. [Noi di Dogwelcome]

Questa è la storia di, Davide, Sara e Vito:

Io e mio marito Davide ci conosciamo da dieci anni e abbiamo sempre parlato di adottare un cane o un gatto il giorno in cui saremmo andati a vivere insieme. Il 1 dicembre 2005 siamo andati a convivere... ma Davide non voleva, per il momento, prendere animali in casa, preferiva aspettare che ci fossimo sistemati per bene. Così, abbiamo aspettato per un bel pò di tempo (TROPPO!!!!!!!!!!) e finalmente il 4 novembre 2006 ci siamo diretti verso il canile di Sesto Fiorentino, con la voglia di prendere un canino tutto nostro. Prima di andare al canile ci siamo fermati all'Ipercoop... perchè il nostro peloso doveva trovare un'accoglienza degna di un re: abbiamo comprato croccantini, scatolette, ciotole, collare e guinzaglio! Poi ci siamo diretti al canile..non vi dico la disperazione che c'è... mi sono morsa il labbro e scorticata le dita delle mani per non piangere... pieno di cani che ci venivano incontro scondizolando, chi stava sdraiato a riposare, chi abbaiava... avrei voluto prenderli tutti con noi! Tutti erano splendidi e bellissimi! Solo che erano tutti di taglia grande... noi viviamo in un appartamento e, a complicare le cose viviamo sopra i miei nonni che non sapevano della nostra gita e che non avrebbero accettato di buon gusto un cane in casa! Per problemi di spazio non potevamo prendere nessuno di quei bellissimi pelosi! Mi sono messa a piangere come una bambina... non me ne vergogno... ero disperata! Almeno uno potevamo portarlo via e dargli un pò di meritato amore e invece... Davide poi, preso dalla disperazione, ha avuto l'idea di comprare la Pulce e di guardare gli annunci di cani che avevano bisogno di una casa! E l'abbiamo visto! Un annuncio diceva di adottare un cane o un gatto, abbiamo chiamato e ci hanno mandati a Terranuova Bracciolini... quindi, abbiamo preso l'autostrada e ci siamo diretti verso Arezzo (noi abitiamo a Sesto Fiorentino, Firenze)!

Siamo arrivati al canile e siamo andati, su indicazione della signora che aveva risposto al telefono, da una volontaria del canile che ci ha accompagnati alle gabbie... la situazione in questo canile era molto meglio: gabbie più piccole ma miglior pulizia e forse anche cibo migliore! Abbiamo percorso tutto il corridoio fino all'ultima gabbia... credo di aver trattenuto il fiato fino alla fine e poi... eccolo, era li! Uno scricciolo di pelo e ossa con gli occhi più grandi che abbia mai visto... l'unico che ci guardava e non abbaiava, come se sapesse. Era lui, taglia medio-piccola e semplicemente perfetto! La ragazza lo ha tolto dalla gabbia e non potevamo fare a meno di guardarlo e sorridere... aveva i piedini ghiacci ghiacci perchè faceva molto freddo. Era nostro... e noi eravamo suoi! Al canile erano molto organizzati: aveva già il microchip e le vaccinazioni... ce lo hanno lavato e pettinato! Aveva un muso pieno di paura..pesava dieci chili e aveva il pelo ruvido e opaco. Ci hanno raccontato che era già stato abbandonato due volte... la sua coda era tagliata ma non si conosceva il motivo o come gliela avessero tolta. Bastardi !!!!!

Lungo il viaggio di ritorno Vito, questo è il suo nome, è stato zitto, fermo e buono sul sedile di dietro con me! Davide guidava e ci guardava dallo specchietto! Per prima cosa siamo andati a casa dei miei genitori (hanno un cane e un gatto anche loro)..quando mia mamma ha aperto la porta ha sorriso e ha detto: "E lui chi è?!" e suo marito "E vai..!!!!!"... quando le abbiamo raccontato tutto già lo chiamava il mio nipote!!! Lo scoglio duro era mia nonna, innamorata del suo giardino ci aveva sempre ripetuto: "Non voglio cani che mi sciupino i fiori!". Abbiamo suonato la porta e ci ha aperto... inizialmente credevo svenisse tanto era bianca... ma lo sapete come è andata a finire? Il piccolo scricciolo è diventato un vitello di 12 chili, con le lonzine e le grinzine di grasso sul collo, gli occhi hanno ripreso a brillare anche se ancora è un pò pauroso (mia mamma lo chiama il conte Mascetti, da "Amici Miei", perchè è sempre un pò tutto sulle sue!) e il pelo è sempre profumato e lucido... e adesso viaggia indisturbato in giardino, facendo pipi sui bellisimi fiori e mia nonna che lo chiama "come è bello il mio nipote!" e lo coccola moltissimo ! E' stato fortunato? Noi siamo convinti che i più fortunati siamo stati noi! Ciao amici di Dogwelcome! Sara, 28 agosto 2007

Questa è la storia di Thor:

Il 15 gennaio, tre giorni dal suo 12° compleanno, il nostro Gass raggiunse il gran branco nordico sui prati infiniti oltre il ponte dell'arcobaleno...
Dopo tale sfortunata esperienza, si decise che nel caso di un'altra ipotetica adozione ci sarebbe orientati su un cucciolo, o in ogni modo un soggetto giovane. Naturalmente un Siberian e possibilmente rosso. Marika, la volontaria che conobbi in occasione dell'adozione di Gass, cui avevo comunicato la nostra decisione, mi segnalò tra tanti disponibili, uno che corrispondeva ai nostri desideri. Yuri, un Siberian rosso, era stato dichiarato adottabile da poco, ne discutemmo in famiglia, e poiché si trattava di un soggetto giovane, si decise di prendere contatto con la responsabile del Rifugio della Fondazione Barattieri di Milano, per comunicare la nostra disponibilità.

Dopo una prima resistenza causata dalla lontananza, 400 Km, di Trieste da Arzago d'Adda e dall'interesse poi svanito di persone locali, ci accordammo per una visita finalizzata alla possibile adozione. Nel giovedì stabilito si partì di prima mattina, durante il viaggio pensammo ad un nome per il nuovo siberian rosso, Thor, dio vichingo della guerra, ci piacque e ci sembrò appropriato quindi la scelta fu fatta! Abituati ai vari canili visitati, all'arrivo al Rifugio fummo sorpresi dall'aspetto del luogo, vicino alla periferia di Milano, in mezzo ai campi quasi circondato da corsi d'acqua, Moltisimo lo spazio a disposizione degli animali e degli umani! L'incontro con Yuri, avvenne nello sgambatoio, mi osservò per mezzo minuto e me lo trovai addosso, scodinzolante e felice di ricevere e dare coccole!
Lo stesso fu con mia moglie, e per il resto della giornata non si staccò un momento da noi, e la responsabile della struttura ci narrò la storia conosciuta di Yuri, giovane Siberian Huski, trasformatosi da esploratore in randagio, catturato, curato e rimasto un mese nell'attesa dello sconosciuto capo branco che non lo ha cercato, passò dal canile municipale al Rifugio di Arzago e quindi dichiarato adottabile.
Durante una lunga passeggiata per le strade rurali in mezzo ai campi, si comportò bene, solo quando arrivammo in prossimità della provinciale iniziò il dramma, era terrorizzato dal rumore delle automobili e dei TIR, ci fu impossibile muoversi lungo la provinciale, fummo costretti a rientrare al Rifugio attraverso i campi e a superare il fiume su un canale asciutto! La sera lo accompagnai nel suo box, accettò la ciotola di crocchette, che spazzolò in un minuto! Il mattino successivo lo trovai già nello sgambatoio, felice di rivedermi, passammo la mattina giocando e provando a farlo entrare e uscire dal baule della mia SW, impresa difficile all'inizio, ma poi riuscii a convincerlo che non gli succedeva nulla di male. La responsabile del Rifugio, ben impressionata da come eravamo stati accettati, e dopo un colloquio coi noi, preparò la scheda di adozione che fui felice di sottoscrivere. Il viaggio di ritorno fu tranquillo, sembrava non avere compagnia! Thor era stato dotato di microcip e vaccinato, anche sottoposto all'antirabbica, non obbligatoria ma necessaria per il passaporto. Il 28 gennaio Thor è stato registrato come parte della famiglia.

Dopo una settimana non ha avuto più grossi problemi, il suo terrore per le automobili era notevolmente diminuito trasformato in rispetto, cosa che non è male per un peloso costretto a vivere in città, i percorsi che si avvicinano alla provinciale sono divenuti possibili senza panico, per i lunghi spostamenti è sufficiente aprire la porta posteriore della SW per vederlo saltare nel baule, dove si siede o si distende rimanendo tranquillo fino alla sosta successiva. Da subito ha accettato la nuova casa, il giardino è il suo territorio e non disturba i vicini. Le temperature rigide non sono un problema, ma reputa che la tana è più confortevole in caso di pioggia e vento. Al mattino attende con pazienza che scenda, ed è una festa quando arrivo in giardino per il rito della spazzolatura e la vestizione della pettorina che è preludio dell'uscita per la prima passeggiata della giornata! Con la pettorina tira da matti, cosa che non fa con il collare. A tre mesi dall'adozione finalmente riesco a riconoscere il dolce carattere e l'estrema intelligenza del nordico in Thor. Riconosce il suo posto nel nostro branco, mi considera il capo severo quando necessario e un compagno di giochi nei momenti di relax, riconosce e risponde al suo nome.
E' cordiale con gli umani, mentre s'impone con i pelosi maschi anche se cerca di ignorarli quando non è accolto da segni di amicizia e accettato come superiore. La continua cura del mantello ha dato i suoi frutti, con la muta fatta al cambio di temperatura invernale il pelo esterno è ritornato rossiccio, folto e morbido. Thor e Claudio Le passeggiate sul Carso sono piacevoli, stressante è la caccia alle zecche che segue il ritorno a casa! Alla fine di aprile, ha iniziato a perdere la lanugine termica, ed è un continuo spazzolare… Si sta abituando ai comandi usati per lo sleddog, ma prima che possa osare ad accoppiarlo alla bike, dovrò essere sicuro che risponda bene ai comandi. In uno degli ultimi fine settimana in montagna siamo andati a cena nel vicino Rifugio, e Thor è rimasto accanto alla mia sedia disteso, nell'attesa del termine del pasto, per poi ricevere gli ossi delle braciole ed infine la ciotola con il suo pasto. Le notti le ha passate sul poggiolo coperto della baita, e anche parte delle piovose giornate, e anche quando è entrato nelle salette soggiorno, si è comportato molto bene. Alle prime giornate di caldo reagisce con lunghi e rilassanti riposini all'ombra delle piante…

Un bau-saluto agli amici di Dogwelcome ! Thor - 30 maggio 2008

La storia d'amore nata tra Tatiana ed Hellen…

Un giorno navigando in internet vedo un annuncio: "Cuccioli di golden retriever in regalo". Vivo in appartamento e mia mamma non voleva assolutamente cani quindi avrei dovuto fare tutto da sola… Prendo il numero ma prima di telefonare decido di pensarci bene, anche se il mio desiderio di avere un cane risale a quando ero ancora nella pancia della mamma, non è una cosa da decidere su 2 piedi, è un impegno per tutta la vita del cane… Nei giorni successivi valuto i pro e i contro ma mi convinco che il mio amore è più grande e che ce la farò! Emozionantissima, compro cesta con mega cuscino e ciotole, aspetto solo per collare e guinzaglio, mi sono detta che avrei fatto meglio a prenderlo della misura giusta quando avrei avuto davanti il cucciolo, o meglio LA cucciola, e forse quello fu un segno…… Compongo il numero e dico alla signora che sono disponibile ad adottare una delle cucciole femmine, se è possibile andarli e vedere, e con mia grande delusione scopro che la signora ha intenzione di far accoppiare la cagna ma ancora non è nemmeno incinta e già ha messo annunci! Ero demoralizzata e per un po' abbandonai l'idea….nel frattempo facevo volontariato nel canile della mia città, di cuccioli non ce ne sono spesso e poi la scintilla non era scattata con nessuno in particolare, o forse non avevo mai guardato bene…

Girando tra le gabbie ho trovato lei…quello che rimaneva di una spelacchiata Labrador, abbandonata 1 anno e mezzo prima insieme ai suoi cuccioli, tutti adottati, i suoi ex proprietari, dopo averla fatta nascere in casa tra i 2 fratelli che avevano acquistato sono riusciti a sistemare 1 solo cucciolo così hanno tenuto tutti gli altri e le femmine hanno continuato a figliare...Fragola (questo era il suo nome) compresa, ma lei ha avuto la sfortuna/fortuna di essere malata così è stata scaricata in canile dove ci siamo trovate… Il canile è duro per i cani, ma per quelli malati come lei, che hanno bisogno di assistenza quotidiana, è molto peggio, senza pelo sul freddo cemento d'inverno, pavimento sempre bagnato, otite cronica e leccamento da stress. Lei però mai un lamento, stava depressa in cuccia tutto il giorno, non veniva alla rete, apatica, un morto vivente, si rianimava solo nel momento della pappa! Cercavo un cane taglia media, femmina, tranquillo in casa, e questo era il punto dolente perché lei prima del canile viveva in aperta campagna e non aveva mai messo piede in casa, pensavo avrebbe sporcato dappertutto e distrutto qualche mobile ma mi dissi: "Pazienza… Così bruttina e malata non la prenderà mai nessuno…La porto a casa!"

Era il 27 di Dicembre, faceva freddo, e l'ostacolo più duro era ancora da superare: la mamma! Sapeva che volevo un cane ma lei non era d'accordo e se proprio doveva essere di taglia piccolissima, io arrivai con lei, 27 kg di cane, bruttina e senza pelo, con una sciarpina rossa al collo che le aveva messo la ragazza del lavaggio cani e faceva una tenerezza infinita… Mentre mia mamma la guardava lei fece delle scoreggine dalla paura… Un odore terribile… Ll'inizio non fu dei migliori ma mia mamma mi concesse comunque un periodo di prova di 1 settimana, che Hellen, questo il suo nuovo nome, superò abbondantemente e così iniziò pian piano la nostra storia di puro amore…

Per 2 giorni (e sono tanti) non volle alzarsi da quel morbido materassino che le avevo comprato forse per paura che non lo avrebbe più trovato, e non fece neanche un goccino di pipì… Quando la sera del secondo giorno si chinò e la fece, io piansi di gioia!! Non la fece MAI in casa e non distrusse MAI niente… non l'abbiamo neanche mai sentita abbaiare! Il primo giorno durante la passeggiata mi tirai su la lampo della giacca e lei si sfilò il collare dalla paura e si accucciò sotto ad un albero terrorizzata…Li capii che sarebbe stata dura, invece si riprese più in fretta del previsto, dopo 2 mesi era un cane nuovo, dopo 6 un cane normale, nessuna paura, nessun rumore la turba, dorme durante i fuochi d'artificio!! Questo perché è un cane molto equilibrato e sereno ora… Ora che la sua vita è diventata un cuscino caldo, cure (tante), passeggiate e tanti amici cani con cui giocare ogni sera liberi nel parco, viaggi, nuotate e soprattutto tanto, tantissimo AMORE!

Quello che lei da a me però non è paragonabile…è la mia vita, la mia dolce bambina, che nonostante sia con noi da 3 anni resta e resterà sempre per tutti, anche per noi, "poverina" anche se di poverino ormai non ha più niente! E' solo una scusa per viziarla un po' ogni tanto… Io e lei abbiamo un rapporto unico, senza di me lei è persa ma come io lo sono senza di lei… Premetto che vivere con lei non è facile…la sua malattia è incurabile ed ha continue ricadute, è dispendioso sia in denaro che a livello di energia fisica e mentale ma se tornassi indietro riprenderei lei, non la cambierei con un cane sano neanche per tutto l'oro del mondo, lei è SPECIALE! Non ho mai visto un cane così, è unica e ora è al sicuro con noi…

Con tutto quello che ha passato, e nessuno le ha mai insegnato nulla, ha un educazione incredibile!
Con alcuni piccoli insegnamenti nostri è diventata perfetta!
Ha imparato alla velocità della luce…ed aveva 3 anni quando l'abbiamo portata a casa…

Adottate i cani adulti, malati, non spaventatevi per l'impegno, l'amore è la più grande ricompensa e loro sono capacissimi di affezionarsi, anzi danno molto di più! dietro a tante, troppe sbarre ci sono cuori che battono e che nonostante tutto aspettano…
Perché è l'unica cosa che gli è rimasta da fare!

Spero che questa testimonianza aiuti qualche altro cane a trovare famiglia… Auguriamo a tutti i cani abbandonati la nostra felicità…
Una leccatina da Hellen e un grosso saluto dalla sua mamma Tatiana

Lo speriamo con il cuore anche noi !!! [noi di Dogwelcome]

Vi invio alcune foto di Harry al lavoro - poi la chiamano vita da cani... ;-)

Ho adottato Harry al canile municipale di Verona, pochi giorni dopo la morte di Doghy, perchè sapevo che solo una nuova adozione avrebbe potuto riempire il vuoto lasciato dalla sua scomparsa. Harry aveva 5 anni al momento dell'adozione, ora ne ha 8 ed è un cane meraviglioso. Ha imparato in pochissimo tempo regole ed abitudini. Spero che questa mia testimonianza possa far capire a tutti che anche un cane adulto cresciuto tra le sbarre ha diritto ad una vita, e che anche un cane adulto può imparare in poco tempo a convivere con una nuova famiglia.
Ketty, gennaio 2009

Marta e i suoi Gas, Leopoldo, Artù e Lady

Vorrei in poche righe raccontarvi qualcosina sulle mie bestiole tanto per farvi capire quanto io sia vicina alla vostra mission...
Amo i cani da sempre, ho potuto ricevere la prima maxi leccata in faccia a 5 giorni di vita..da allora non ne ho più potuto fare a meno...una leccata al giorno toglie il medico di torno no??
Dopo Hasso...il mio papà a 4 zampe è arrivato Gastone, Gas (per gli amici) è stato abbandonato a 6 mesi sull'autostrada dei fiori, noi l'abbiamo recuperato 1 mese dopo al canile di Albenga e a casa si è portato pure la leishmaniosi e la paura di qualsiasi sacchetto, bastone, scopa, urlo, macchina. La malattia non gli era stata diagnosticata (10 anni fa in Piemonte non si sapeva ancora cosa fosse) e a 1 anno e mezzo invece di 35 kg ne pesava 23, non si poteva sedere perchè se no pizzicava con le ossa che spuntavano la pelle del sederino..zoppicava, aveva perso il pelo intorno agli occhi, aveva delle bugnette che gli comparivano in giro per il corpo, il veterinario lo curava per 4 malattie diverse..
Quando pensavo che ormai fosse troppo tardi ho tentato l'ultima carta: una nuova clinica vet aveva aperto vicino a casa, è bastato uno sguardo al dottore: è leishmania, ma ormai ci sono ben poche speranze: la cura è pesante e costosa e lui è troppo debole.. volete provare comunque? Sono domande da farsi??? Certo.
Primo ciclo di cura (3 punture al giorno x 6 mesi) superato: Gas stava meglio, ma il test era ancora positivo e doveva essere controllato spesso: dopo 2 anni la ricaduta. Il tragico è che in quel momento la cura era fuori commercio: strategia di mercato ovviamente. No problem: in Francia c'era e in poche ore avevamo il necessario per andare avanti 6 mesi. Non ce n'è stato bisogno: dopo il primo ciclo di 3 mesi il titolo si è negativizzato e così è ancora... Eh sì...
Gas.. che 10 anni fa era stato dato per spacciato, è ancor qua con noi... ha la barba brizzolata che lo rende più affascinante e gli occhi intensi di chi ne ha passate tante.. Ha superato la paura per l'uomo: per quella c'è stata 1 unica cura: le coccole, e adesso dimostra di essere migliore di tante persone: è con me Pet Partner AIUCA: è stato valutato per la pet therapy e la fa con me con grande entusiasmo e professionalità: ha il cuore tanto grande da aver aiutato il genere umano, che prima di arrivare qui da noi gli aveva riservato solo bastonate e abbandono, anzi di voler aiutare quelli della nostra specie che ne hanno più bisogno..
Io e Gas stiamo presentando anche dei progetti nelle scuole, perchè possa essere d'insegnamento ai più piccoli con la sua storia...Questa cultura dovrà ben cambiare no?!


Gas in montagna quest'inverno

Leo..ovviamente a casa a giocare..

Lady con la sua amichetta bipede
 
 

Artù nella sua primo weekend al mare a Recco..
Ssi sta ancora chiedendo perchè quella ciotola
così grande sia piena di acqua salata..

Gli altri componenti della combriccola sono: Leopoldo (meticcio rhodesian ridgeback) unico maschio di una cucciolata sterminata perchè "le femmine si danno via con più difficoltà" portato via dal padrone della sua mamma a 20 gg di vita e per questo un po' difficile da socializzare con i quadrupedi estranei..lui sta bene a casa o nei boschi con la sua mamma bipede...è l'eterno bimbo di casa.. Artù..il nuovo rampollo pet-therapista...per ora poco terapista e molto pet.. ha 4 mesi..donatoci da una signora per la nostra attività...
Lady...cavallina salvata dal macello per ben due volte..anche lei avvezza alle bastonate..riabilitata..e ora anche lei aiuta i bimbi facendo ippoterapia.. Il progetto è quello di aprire una fattoria didattica tutta di animali trovatelli o che hanno avuto brutte esperienze con l'uomo per dare loro un posto dove possano vivere la vita che si meritano e permettere ai cuccioli d'uomo di imparare, finalmente, come ci si deve comportare con tutto il resto degli animali del mondo.. ..,
Buon lavoro
Baci Marta, marzo 2009

Ciao, mi chiamo Francesca, ho letto le storie di adozioni pubblicate sul sito, e vorrei raccontarvi la nostra. 
Sono stata una volontaria, purtroppo sempre piu' di rado, in un rifugio per cani "soli" che ha sede in Toscana, dove mi sono trasferita per motivi di lavoro. Avevo una grandissima voglia di prendere un amico a 4 zampe, ma la mia piu’ grande preoccupazione era dover scegliere tra i centinaia di amici che sono “ricoverati” nella struttura, principalmente perche’ era mia intenzione portare via “il piu’ bisognoso”.
da poco convivevo con il mio attuale compagno che non aveva mai avuto un amico a quattro zampe e che capiva con estrema difficolta' il mio desiderio, specialmente perche' io volevo assolutamente un cane adulto.
così siamo andati avanti per parecchio tempo, io cercavo di scegliere e nel frattempo cercavo di convicere lui....due fronti impossibili.
Un giorno una ragazza mi disse che era disperata perche’ aveva portato a casa una canina per curarla e che era giunto il momento di riportarla nella struttura; non si puo’ dire che e’ stato amore a prima vista, perche’ io ho deciso prima di vederla.
Maia e’ stata trovata legata ad un secchio della mondezza, denutrita (pesava 5kg - ora pesa 15kg) e gravemente ammalata, malattia che le aveva comportato una ciecita’ praticamente totale e che sfortunatamente anche se curata le ha fatto perdere completamente un occhio e compromesso gravemente il secondo, inoltre aveva crisi epilettiche, analisi del sangue sballatissime erlichia a livelli alti e una sospetta lehismania, che abbiamo fortunatamente scongiurato, oltra alla possibilita’ che fosse incinta ; ma la cosa drammatica e’ che aveva paura  di vivere e di tutto quello che la circondava perche’ ahimè ha preso botte e bastonate a non finire.
i primi giorni sono stati tragici, la canina vdeva pochissimo, sbatteva ovunque, si rifiutava di uscire di casa ed era terrorizzata di tutto. faceva grosse boccate di cibo e le andava a mangiare in posti protetti, lontano da noi. si nascondeva nella siepe in giardino e tremava terrorizzata se ci avvicinavamo.
Poi piano piano il brutto anatroccolo e' diventato un cigno. ogni giorno si vedeva un segno nuovo di fiducia.
Maia e’ divenuta, se possibile ancora piu' bella, una canina estremamente gioiosa, ha riacquistato una grossa fetta di fiducia negli uomini ed e’ uno spettacolo vederla scorrazzare per il giardino o dormire sul divano di casa. maia ci segue ovunque, ora ha raggiunto un equilibrio che le permette di accompagnarci a cena fuori oltre che nelle nostre vacanze.
La nostra vita e' diventata a tre, la amiamo dal profondo del cuore e lei ci ricambia con un una gioia infinita.
Francesca e Massimiliano.

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