Pet Approved Quality 1st in Italy 1999-2017

Esperienze dei viaggiatori

Ecco come vengono trattati gli animali (paganti !!!)
in volo...

La hostess assassina

«Billy, rinchiuso da una hostess dell'aereo per la Germania, è deceduto per una crisi di nervi»

Berlino. Uno Yorkshire terrier è stato chiuso nella valigia del pilota durante un volo Air Berlin dall'Italia alla Germania ed è morto per una crisi di nervi: la triste storia di Billy, un cagnolino di una signora siciliana, ha conquistato ieri quasi un'intera pagina del tabloid popolare tedesco "Bild", che gli ha dedicato una fotografia a quattro colonne.
Billy aveva due anni e la "Bild" ieri ha pubblicato, insieme alla sua foto, anche quella di Maria Seria - questo il nome della signora -, mentre si asciuga le lacrime con un fazzoletto, ancora con gli occhi rossi. La Seria era partita dall'aeroporto di Catania il 16 aprile scorso diretta in Germania, un viaggio che faceva spesso con il suo cagnolino per andare a trovare il figlio Maurizio di 36 anni che vive a Hoechstadt/Aisch, una cittadina della Baviera a circa 50 chilometri a Nord di Norimberga. E proprio Maurizio ha raccontato alla "Bild" l'esperienza della mamma. «Venerdì scorso mia madre è partita da Catania - ha detto -. Come sempre, Billy si trovava nella sua speciale borsetta, che prima di allora non aveva mai causato alcun problema a bordo». Tuttavia, questa volta un'assistente di volo si è rifiutata di far salire a bordo il cagnolino. La signora è riuscita a convincerla soltanto quando le ha promesso che avrebbe tenuto Billy chiuso nella sua borsetta per tutta la durata del viaggio, ha proseguito il figlio. Ma all'improvviso la cerniera lampo della borsetta ha ceduto e l'incubo è cominciato. «L'assistente di volo a questo punto si è arrabbiata - ha raccontato al tabloid tedesco il 36enne Maurizio Seria - è andata allora nella cabina di pilotaggio, ha preso la valigia di un pilota, ha messo dentro quella valigia il povero Billy ed ha chiuso entrambe le serrature». Durante il viaggio, la signora poteva sentire il suo cane che si dimenava nella valigia, ma non ha avuto il coraggio di protestare fino a quando era ormai troppo tardi: «Soltanto quando la disperazione per il povero Billy ha preso il sopravvento - ha concluso il figlio della signora Maria -, mia madre ha chiesto con insistenza che la valigia fosse aperta, ma Billy ormai era già mezzo morto e due giorni dopo è deceduto per gravi danni al sistema nervoso».

Carlo Bollino - La Sicilia - 25 mag 2008

BASTA !!!

Ora, ci chiediamo CHI sono queste persone, che possono fare con i nostri animali ciò che vogliono...

Con loro la legge non funziona ? Ma possibile che non vi sia un protocollo comportamentale per chi ha a che fare per lavoro con i nostri animali ?

Questa hostess VA DENUNCIATA, speriamo che qualcuno lo abbia fatto...

In ogni caso vi consigliamo, se viaggiate in aereo con il bau, di usare trasportini rigidi e ben solidi, e di non improvvisare MAI, perchè le conseguenze potrebbero essere davvero tragiche.
E, se riuscite, evitate del tutto di far passare rischi al vostro cane, soprattutto se il viaggio serve ad andare in vacanza, e non è un obbligo quindi, come in caso di trasloco per lavoro o altro.

 

Buongiorno, ho letto l'articolo sul cagnolino morto durante un volo.

Sappiate due cose:
1. tutti gli animali sono considerati "merce" ovvero oggetti (inanimati) da trattare di conseguenza...inutile commentare questa assurdità !!!
2. La CE ha emanato il Regolamento 1/2005 REGOLAMENTO (CE) N. 1/2005 DEL CONSIGLIO del 22 dicembre 2004 sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97 che almeno stabilisce delle regole un pò più "umanitarie" se così si può dire per il trasporto di animali vivi (per esempio l'animale va trasportato in un carrello idoneo, tenuto al riparo da agenti atmosferici e rumori, accudito opportunamente, il proprietario dovrebbe lasciare adeguate istruzioni in merito, il contenitore dovrebbe essere spazioso per consentire all'animale di muoversi, girarsi, stare in piedi, seduto ecc).
Le compagnie aeree, almeno quelle aderenti alla IATA (International Air Transport Association) dovrebbero rispettarle, ma chi lo controlla ???
I gestori aeroportuali (art. 705 Codice Navigazione) dovrebbero adeguare le proprie strutture, ma ...?.
In quali aeroporti il Regolamento viene osservato ? Tutte domande che lasciano il tempo che trovano.
Chi tutela questi animali ?
Di solito i proprietari non sanno come verrà trattato il proprio cane, ma se lo sapessero userebbero ancora l'aereo?
Io vi posso dire che il mio cane nella stiva di un aereo non ce lo mando di sicuro, provate a farci viaggiare i cristiani lì dentro !
Chi garantisce che il comandante lascia la luce accesa e l'aria condizionata ? E i rumori infernali ? E quando il contenitore non viene legato a dovere e viene sballottatto insieme ai bagagli ? ...
Spero che voi abbiate qualche possibilità di modificare l'idea che a viaggiare non sia merce ma esseri viventi, magari lanciate una campagna, una petizione...Io sono dell'idea che l'animale domestico dovrebbe viaggiare assieme al padrone, magari dentro un contenitore, ma non certo nella stiva !

Grazie per l'attenzione, saluti Fabiola - 5 giugno 2008
[ vedere ns pagina "I nostri animali NON sono bagagli !!!" ]

 

 

Ciao, mi chiamo Eloise e sono la proprietaria di una magnifica, dolcissima cagnolina di 10 mesi di nome Asia. Vorrei proporre a voi di Dogwelcome e a tutti i suoi visitatori una protesta contro le compagnie aeree e il maltrattamento degli animali durante il viaggio. Credo che questo lo dobbiamo per tutti quei poveri cagnolini morti per colpa della mancanza di rispetto ed umanità da parte di tutte le compagnie. I nostri cani non sono bagagli e come noi hanno diritto ad avere un trattamento adeguato: i cani devono rimanere vicini ai propri padroni in queste situazioni. Se sopra un aereo solo 2 o 3 cani possono essere imbarcati allora che adibissero 2 posti ai passeggeri accompagnati dai loro cani. Vi prego facciamo qualcosa. Protestiamo, facciamoci sentire!!
Se nessuno inizia a combattere non possiamo prendercela con nessuno!!
Per ferragosto ho un volo per Vienna da Milano con la Air Berlin. Ma dopo aver sentito la storia di quel cagnolino ho cercato di annullare il volo ma non è stato possibile. Lascerò Asia 2 giorni da un’amica ma MAI la farò viaggiare su una compagnia che ha lasciato morire un cagnolino in una maniera così crudele.

Vi ringrazio, Ciao Eloise - 7 giugno 2008

 

Cari amici, solo ora ho letto e sono inorridita! Per quanto mi/ci riguarda posso assicurare che Laky è sempre stata trattata con una gentilezza unica, e anche se sono veramente triste per quanto è successo alla Sig.ra Maria e al piccolo Billy, ci tengo a precisare una cosa proprio perchè ho raccomandato "Air Berlin" e mi sento responsabile verso i pelosotti o pelosoni che usufruiranno di questa compagnia: Sia sul sito della compagnia che al Callcenter della stessa specificano chiaramente come dev'essere il formato e il tipo di trasportino che si può utilizzare(misure, fondo chiuso impermeabile ecc), e sono molto precisi e teutonici!!!! Laky è rimasta nel suo trasportino ben chiuso per tutto il viaggio (sia x Berlino ke x Parigi), ma a Bergamo, quando ci stavamo x imbarcare x Berlino, ho assistito alla scena di una signora che insisteva nel voler trasportare il suo Yorki (neanche a farlo apposta), in un semplice zainetto e con la testina di fuori..... Ergo: non l'hanno imbarcata! Ora non voglio dire che il caso della Sig.Maria sia uguale, anzi sono certa che lei era in regola. E non sono nemmeno solidale con la compagnia aerea, dovrebbe licenziare o quanto meno prendere seri provvedimenti nei confronti di quella buzzurra di hostess! Sono vicina alla Sig. Maria per quanto le è successo, e nell'accarezzare la mia piccola Laky, spero che questa carezza arrivi al piccolo Billy, "colpevole" solo di avere un musetto e quattro zampe, ma dotato di un cuore grande, molto più grande di un cuore umano.Vi chiedo perdono per il tempo che ti ho rubato nella lettura di questo mio scritto, ma come scritto sopra mi sento un po' responsabile per il mio consiglio verso questa compagnia, confermando però le mie positive impressioni.
Ciao da Rosanna e Laky - 28 settembre 2008

 

 

...Tenetevi forte... :o(

 

Il caso dei 27 animali asfissiati nella stiva di un charter: come risarcimento, uno dei padroni chiede all' Alitalia due pagine di giornale - "Il mio cane morto sull' aereo? Non voglio una lira ma tutti devono sapere"

NAPOLI - Al dolore degli uomini, il professor Bruno Giuliani dovrebbe essere abituato. Di professione fa lo psichiatra e la sofferenza, col tempo, e' diventata la compagna d'ogni giorno. Eppure la morte della sua Fedra, uno splendido esemplare di setter inglese, sembra averlo colto senza difese. La voce e' roca mentre gli scorre negli occhi la terribile sequenza di quel volo charter costato la vita a 27 cani da caccia (fra cui, appunto, anche uno dei suoi), lasciati senza ossigeno nella stiva dell'aereo. Soltanto in quattro sono scampati chissa' come alla morte per asfissia. Ma che la sorte abbia risparmiato Artu', l'altro setter dello psichiatra napoletano, e' una consolazione troppo magra. "Non era la prima volta che facevo un viaggio del genere con i cani - racconta -. Stavolta la nostra meta era Simferolpol, in Crimea, dove avevamo organizzato una battuta di caccia. Fedra era una meraviglia della natura, pensavo che fosse "immortale". Non voglio alcun risarcimento economico dall'Alitalia: chiedero' soltanto che vengano acquistate due pagine di pubblicita' di un grande giornale per farmi scrivere tutto quello che penso di questa storia". Il professor Giuliani non riesce a trovare una spiegazione a quanto e' avvenuto. "Capire perche' Fedra e' morta mentre Artu' si e' salvato? E come si fa a scovare una risposta? Ho visto crepare d'infarto persone che non avevano mai toccato una sigaretta ne' assaggiato un goccio di vino. Io fumo tre pacchetti al giorno, bevo quando mi va e sono ancora qui. E intendo rimanerci a lungo. Fedra invece...".
15 ottobre 1997 - Il Corriere della Sera

 

Imbarca il cane vivo al Catullo, lo ritrova soffocato a Olbia

VERONA - Voleva portare il proprio cane in vacanza, ma il povero animale è arrivato all'aeroporto di Olbia morto, soffocato. Secondo i medici che hanno eseguito l'autopsia sul cadavere di Nesta, una femmina di bulldog inglese di tre anni e mezzo, sanissima, l'animale sarebbe morto per ipossia e per il caldo della stiva.
A confermare questa diagnosi il fatto che la temperatura rettale dell'animale, due ore dopo l'arrivo in Sardegna era di 37 gradi, quando mediamente un cane ce l'ha di 38. Questo a significare che al momento dell'arrivo in aeroporto la temperatura corporea del cane poteva aver superato i 40 gradi se a distanza di due ore era tanto elevata. Davvero una brutta sorpresa quella che ha colto Lorenzo Zenari, imprenditore veronese e il figlio William, che aveva raggiunto il padre in vacanza assieme al loro animale.
«Mio figlio è partito da Verona con il cane, che era stato stivato per primo sull'aereo nel suo box. Alle 21 circa è arrivato a Olbia, ma al momento di riprendere Nesta, lo abbiamo trovato morto. Mio figlio ha persino provato a fargli la respirazione bocca a bocca in aeroporto, ma il povero animale era già deceduto e chissà che morte atroce avrà fatto».
Al dolore per la perdita inaspettata dell'animale si sono aggiunti i disguidi e quella che Zenari definisce la «disorganizzazione dell'aeroporto più frequentato della costa Smeralda».
«Non sono riuscito a trovare nessuno che si assumesse le responsabilità di quanto è accaduto», racconta Zenari, «nell'aeroporto dei vip, non c'era un dirigente. Il medico dell'Asl di Olbia, contattato telefonicamente s'è rifiutato di uscire per la constatazione del decesso, sostenendo che la competenza non fosse sua. Dopo due ore, sono riuscito ad avere il mio cane e a portarlo in una clinica veterinaria che sta giusto fuori l'aereoporto», continua l'imprenditore, «i medici mi hanno detto che il cane è morto per ipossia. Me l'hanno «biscottato». A quel punto ho chiesto loro se potevano provvedere a seppellirlo, ma mi è stato detto che da quelle parti, in casi come questi si scava una buca in giardino. E così abbiamo fatto. Io ho un monolocale in Sardegna. C'è un giardinetto. Adesso Nesta è sepolta là». La famiglia Zenari amava molto il proprio animale: «Al di là del dolore della perdita del nostro animale», continua l'imprenditore, «fa rabbia constatare come sia morta Nesta. I veterinari ci hanno spiegato che essendo stato stivato per primo il suo box, attorno sono stati poi caricati valigie, bagagli e scatoloni, quindi il cane è rimasto senza ossigeno. Si parla tanto di abbandono di animali, di maltrattamenti, e poi a chi come noi, lo ha sempre trattato come fosse un bambino accadono cose di questo tipo».
Nessun dubbio sul decesso dell'animale che un certificato dell'8 luglio definisce sano, robusto, non affetto da alcuna malattia.
«Il mio cane era giovane, stava bene e per l'incompetenza di qualcuno è morto».

www.ilmessaggero.it, 03/09/2002

 

ROMA - Il cane viaggia nella stiva dell'aereo e arriva morto

«Mi hanno ammazzato il cane. E' partito da Pantelleria che stava bene, dopo un mese di mare si era ripreso. All'aeroporto di Fiumicino ci hanno restituito un cadavere nella gabbietta», è commossa, Francesca Gualdi, 30, anni. Aveva un West Highland Terrier, cagnolino di piccola taglia, pesava appena sei chili, era il suo compagno da 14 anni.
«E' morto nella stiva dell'aereo, solo, in mezzo a cani grandi, lui che era così fifone e per giunta cardiopatico sarà crepato per la paura. Non accetto che se ne sia andato così, volevo che morisse con noi, come era sempre vissuto». Elia aveva fatto tanti viaggi in aereo, ma sempre in cabina. «Partiva ogni estate con noi per Pantelleria e non ci sono mai stati problemi. Anche all'andata ha viaggiato con mia madre in cabina, era talmente buono che non metteva paura a nessuno». La mamma di Francesca è partita ieri pomeriggio da Pantelleria alle 15, un'ora di ritardo, con il volo dell'Airone per Fiumicino.
«Il personale dello scalo ha detto a mia madre che Elia doveva viaggiare in stiva - racconta la giovane donna - perché sull'aereo c'erano già un cane e un gatto». Il manuale operativo della compagnia prevede che a bordo può essere ospitato solo un animale che pesi non più di otto chili, il comandante può però decidere di accoglierne un altro.
«Mia madre aveva fretta di tornare, non poteva prendere altri voli, sperava nella comprensione del comandante. Sebbene abbia spiegato agli addetti dello scalo che Elia era un cane anziano, cardiopatico e forse non avrebbe retto allo stress di un viaggio nella stiva, non le hanno dato ascolto, sono stati inflessibili».
A Fiumicino, Francesca e la madre hanno atteso più di un'ora per riavere il cane. «Ci hanno consegnato la gabbietta dicendoci che il cane era morto. Era tutto sporco di pipì, si sarà spaventato così tanto. L'ho portato dal veterinario, mi ha detto che probabilmente per lo stress il cuore non ha retto. Elia sarà sottoposto ad autopsia e poi presenteremo denuncia. Che senso ha fare le campagne pubblicitarie per convincere le persone a non abbandonare gli animali durante le vacanze, se poi quelli come noi che viaggiano con i cani e se li portano sempre dietro vengono trattati in questo modo?».

 

Una ragazza e la sua gattina imbarcate su due voli diversi

PISA - «Mamma ho perso l'aereo». A dirlo stavolta non è un bambino dimenticato dalla madre, come accadeva nel famoso film di qualche anno fa, ma un animaletto. Tra le varie storie curiose di passeggeri che perdono il treno, l'aereo e tutti gli altri mezzi che, soprattutto sotto le feste, hanno numerosi ritardi, ce n'è una davvero particolare. «In questi giorni - racconta Vanessa Piampiani della 'Samovar' - ci sono stati molti problemi per i voli destinati a Catania. L'aereoporto è stato chiuso per la cenere dell'Etna sulle piste. Così i disagi sono stati molteplici. Gli studenti in particolare hanno risentito della cancellazione dei voli». Molti ragazzi vengono a Pisa dalla Sicilia per studiare, ma durante le vacanze di Natale, con la fine delle lezioni universitarie, tornano nelle loro città per stare con parenti ed amici. «Così una studentessa, che doveva prendere l'aereo per Catania - continua Vanessa Piampiani - proprio in questi giorni, ha dovuto affrontare un vero marasma. Alla fine, nella confusione delle cancellazioni di voli e ritardi dovuti alla situazione in Sicilia, la ragazza è partita con il volo di una compagnia, mentre la sua gattina è stata imbarcata su un velivolo di un'altra... C'è sempre qualche problema con la sistemazione degli animali, ma alla fine tutto si è risolto bene».
Antonia Casini - da: La Nazione, 20/12/2002

 

L'odissea di Sheva, gatto perso tra gli aerei

Imbarcato a Malpensa per Bucarest insieme al «gemello» Pippo, è stato recuperato dopo giorni.
L'odissea di Sheva, non il bomber del Milan, ma uno splendido persiano di quattro chili, comincia domenica mattina quando, in compagnia del fratello Pippo (facile intuire per chi faccia il tifo il proprietario dei due gatti), fa il suo ingresso all'aeroporto di Malpensa. I due felini con regolare biglietto - prezzo 70 euro - vengono imbarcati sul volo Alitalia AZ 504 destinazione Bucarest. Ma nella capitale romena, sul rullo del settore arrivi appare la cesta con evidenti segni di effrazione. E dentro solo uno dei due persiani, Pippo. Di Sheva nessuna traccia. Il suo proprietario, Ermanno Morselli, lancia l'allarme. E sulla pista, negli hangar dell'aeroporto comincia una vera e propria caccia. Ma il gatto fuggitivo non si trova. Negli stessi minuti, uno dei tecnici di Malpensa nota un micio che si aggira tra gli aerei in sosta. Scatta subito la caccia, con una battuta organizzata da diversi dipendenti. Il gatto spaventatissimo procede a zig-zag tra i vari e numerosi mezzi di terra. Seguirlo non è facile. Vengono allertati i servizi di sicurezza e chiamati i pompieri. Il felino riesce a nascondersi in un cunicolo. E fa di tutto per non essere catturato. Graffia e morde due vigili del fuoco, medicati poi all'ospedale di Gallarate. Ma alla fine Sheva viene catturato e trasferito a Somma Lombardo, in un negozio specializzato per la vendita di animali. Anche se nessuno ne conosce l'identità. Resta il mistero. Come mai il gatto è finito sulla pista ? Come e da quale volo è misteriosamente fuggito? Un giallo su cui Raffaella Morselli, la figlia di Ermanno Morselli, cerca di fare luce sin dalle primo di lunedì telefonando a diversi uffici di Alitalia. Nessuno sembra sapere niente. «Non abbiamo notizie di un gatto smarrito - ha continuato a ripetere per due giorni la responsabile dei servizi Alitalia di Malpensa, Giovanna Donati - non ci risulta. Richiami !». Nel frattempo anche la Lav, sollecitata ad intervenire, chiede ufficialmente l'apertura di un'indagine per accertare quale fosse stata la sorte di Sheva. Ieri pomeriggio la svolta. «A Malpensa è stato trovato un gatto con le caratteristiche di quello scomparso». Giallo risolto, ma restano alcune interrogativi. Se lo splendido persiano era stato catturato già domenica mattina perché tacere per due giorni ? E ancora: perché sia l'importo dei tre giorni di pensione che il trasporto dell'animale dall'aeroporto sino al negozio di Somma Lombardo deve essere addebitato allo sfortunato cliente ? Se il biglietto per il viaggio aereo dei due gatti ammontava a 70 euro quale bonus dovrà risarcire Alitalia visto che solo uno di loro è stato regolarmente imbarcato ? Quel che conta è che comunque Sheva ieri sera è tornato a casa. E la coppia di gatti «rossoneri» presto si ricomporrà. Per la gioia dei proprietari.
Emilio Nessi - da: Il Corriere della Sera, 19/06/2003

 

Fuga disperata in aeroporto, cane travolto e ucciso

«Signora, ci dispiace, ma il suo cane è morto, in un incidente»: un annuncio che nessun proprietario di quattrozampe vorrebbe ascoltare. Ma è capitato poco dopo le 9 di ieri ad una cinquantenne turista americana, appena sbarcata a Fiumicino da Philadelphia, capitale della Pennsylvania. Il suo cane è stato travolto dalle ruote di un trattorino in servizio a poca distanza dalle piste, dopo essere fuggito dal carrello portabagagli su cui era stato caricato dagli addetti dell’aeroporto. Appena affaticata dal lungo volo notturno, la donna stava aspettando che insieme ai bagagli le venisse consegnato il trasportino che conteneva il suo piccolo e prezioso compagno di viaggio: un meticcio di quattro anni, taglia media e pelo marrone.
Aveva deciso di portarlo con sé in Italia e l’aveva fatto imbarcare sul volo della Us Airways. È stata però avvicinata dagli addetti alla sicurezza, che le hanno spiegato quanto era successo. Poco dopo essere stato caricato sul mezzo portabagagli, il cane è riuscito ad aprire il trasportino in cui aveva viaggiato, come previsto dalle norme sul trasporto internazionale. Probabilmente il gancio di chiusura non era stato fermato per bene, o forse a spaventare l’animale sono stati i lampi e i tuoni del temporale che in quel momento si stava scatenando sul litorale: il cane è sceso dal portabagagli ed è fuggito, alla disperata ricerca della padrona. Che in quel momento, ignara di tutto, si stava invece dirigendo all’interno dell’aeroporto.
Nella sua corsa affannosa, il povero cane non si è accorto dell’arrivo del trattorino. Che l’ha travolto, uccidendolo sul colpo. Alla notizia, la padrona è rimasta «abbastanza tranquilla», come hanno riferito gli impiegati dell’aeroporto, senza abbandonarsi a scene di disperazione. Ma ha preteso giustizia: e ha immediatamente presentato una denuncia contro ignoti presso la compagnia dei carabinieri dell'aeroporto di Fiumicino, che stanno ora verificando la dinamica dell'incidente per accertare eventuali responsabilità.
Da: Il Corriere della sera, 9/9/2003



Priscilla, bulldog di tre anni, vittima dei ritardi e delle cancellazioni dei voli
Il mio cane è morto su un volo Alitalia a Malpensa


Ieri 31 luglio 2006 alle ore 17.00 circa mi è stata comunicata la morte del mio cane un bulldog di tre anni e mezzo. I fatti: Nel mese di maggio c.a. ho prenotato un biglietto aereo con la compagnia Alitalia, ho pagato il biglietto e prenotato per il mio cane. 31 luglio 2006: aeroporto della Malpensa, volo AZ 1765 partenza ore 14.45, mi chiedono l'imbarco del cane alle ore 13.45, così è stato fatto. La partenza del volo viene rimandata di quindici minuti in quindici minuti fino alle are 16.45. Chiedo del mio cane, risposta: "Stia tranquillo".
Ore 17.00, tutti i passeggeri in aereo, aereo che non parte; vengo chiamato da una hostess, mi fanno scendere dall'aereo e mi comunicano che il mio cane, di nome Priscilla, era morto. Vengono controllati e curati in questo modo gli animali in Alitalia? Priscilla è rimasta, forse, sotto il sole durante tutto il periodo di ritardo? Io, ho preso il mio cane e, sono tornato in provincia di Varese. Questa è la mia storia di oggi. Raggiunto telefonicamente, il padrone del cane ha annunciato che denuncerà il fatto alla Polizia di Malpensa. Il cane era stato infatti sottoposto a visita veterinaria - come richiesto dalla stessa Alitalia per trasportare gli animali sui propri aerei - il giorno prima della partenza, domenica 30 luglio. Il responso della visita parlava di "sana e robusta costituzione", nessun problema dunque in vista del viaggio imminente. Ieri, dopo più di tre ore di attesa nell'aereo, è invece arrivata la morte per collasso, secondo quanto certificato dal veterinario della Malpensa.
Ora il signor Cusenza, che ieri si è dovuto accontentare di una semplice comunicazione da parte di una hostess, è deciso a fare chiarezza sulla vicenda.
Da: Varesenews.it, 1/8/2006



Alitalia: Il cane è trattato come un bagaglio - «Per 10 ore in gabbia senza acqua, né cibo»

Chi viaggia in aereo portando con sé un animale - il gatto, il cane, il pappagallo - faccia attenzione. E sappia che il proprio amico può essere trattato alla stregua di una qualsiasi valigia e finire per perdersi o essere caricato su un volo diverso dal vostro. Ce lo racconta Maria Bruciafreddo, una signora invalida che ai primi di agosto, insieme alla figlia e al suo cane, si sono imbarcati su un volo Alitalia diretto a Reggio Calabria. L’animale, essendo di taglia media, è finito nella stiva dell’aereo, chiuso - come prescritto - in una gabbia. «Era il 5 agosto - spiega la signora Maria -. Fino a Roma tutto bene. Poi, a Fiumicino veniamo catapultati sul volo diretto a Reggio Calabria per mezzo di un pullman, a bordo del quale si effettua il check-in in modo molto sommario. Scesi dal pulmino apprendiamo che tutti i trentadue passeggeri provenienti da Torino, me compresa, sono sprovvisti di bagagli. Motivo: “tempo insufficiente per effettuare le operazioni necessarie al trasferimento dei bagagli sul volo Roma/Reggio Calabria delle 17:30, poiché il volo proveniente da Torino è atterrato con notevole ritardo". Tra i bagagli c'è il mio cane, un essere vivente che ha pagato un regolare biglietto (prezzo 45 euro) e che è chiuso in gabbia da 5 ore circa. Mia figlia, fa presente la situazione, sollecitando gli addetti dello scalo ad imbarcare almeno il cane. Niente da fare. Anche il pilota del nostro volo Alitalia, invitato ad avere un minimo di sensibilità e ad intervenire, magari spiegando via radio la situazione a qualche responsabile, si mostra totalmente indifferente e risponde "la prossima volta lasciate il cane a casa, oppure scendete e prendete il volo successivo". Peccato che il volo successivo fosse al completo, visto il grande esodo estivo. Alla fine siamo costretti a ripartire senza valigie e senza cane. Arriviamo a Reggio alle 19, ma del cane e dei bagagli neanche l' ombra. Quattro ore e mezza dopo, alle 23,30, il cane giunge finalmente a destinazione, miracolosamente vivo, dopo essere rimasto in gabbia quasi 10 ore senza né cibo né acqua. Nessun membro della compagnia (né di aria, né di terra) si è preoccupato di fornire delucidazioni, né di porgere la scuse. Visto che per far viaggiare gli animali i proprietari sono vincolati nella scelta del volo alla disponibilità dei mezzi Alitalia, mi chiedo come sia potuto accadere che la nostra più nota compagnia di bandiera abbia fatto viaggiare un "essere vivente" alla stregua dei bagagli. Un cane non è una valigia: è vivo, mangia e beve. Forse dovrebbe viaggiare congiuntamente ai proprietari. Insomma, il migliore amico dell’uomo era un essere vivente al momento del rilascio del biglietto, poi è stato equiparato ad una cosa inanimata».
Da: www.lastampa.it, 22/8/2006
SEMPLICEMENTE VERGOGNOSO IL COMPORTAMENTO DEI RAPPRESENTANTI DELLA COMPAGNIA AEREA ALITALIA... [Noi di Dogwelcome]



Un cane è uscito dal vano bagagli, lasciato aperto, e si è messo a seguire l'aereo - Se nessuno lo avesse visto, il volo sarebbe partito con il vano aperto, e probabilmente caduto
Fiumicino, si sfiora la tragedia - Un volpino salva un aeroplano della Blue Air

ROMA - Se non fosse stato per il suo involontario aiuto, il volo 116Y1 della Blue Air, che da Fiumicino era in partenza per Bucarest, non sarebbe forse mai arrivato a destinazione. Stiamo parlando di un cane, che ieri pomeriggio ha "segnalato" al comandante, proprio mentre l'aereo stava accingendosi a rullare, che il vano bagagli era aperto. Se il volo fosse decollato così, la stiva aperta avrebbe impedito una corretta pressurizzazione, causando grossi problemi (fino al rischio di precipitare) al 737 che ospitava 140 persone. Il cane, un volpino di due anni, era stato "stivato" insieme agli altri bagagli nella vano dell'aereo su cui viaggiava il suo padrone il signor Stoica Ionut, romeno. Secondo una prima ricostruzione, inizialmente il cane era stato messo in una gabbia non conforme, la cui chiusura era affidata al nastro adesivo, per essere portato come bagaglio a mano. Ma visto che la compagnia non ammette animali a bordo, il volpino era stato successivamente trasferito nel vano bagagli. Qui, durante la fase detta "taxi", in cui l'aereo lascia il parcheggio e si avvia verso la pista, il cane ha rosicchiato lo scotch ed è uscito dal vano bagagli, che era stato lasciato aperto. L'animale, una volta a terra, si è messo a correre dietro l'aereo sul quale c'era il padrone. Proprio il signor Ionut, guardando dal finestrino mentre il velivolo si muoveva, ha visto il suo cane e ha avvisato lo steward che, a sua volta, ha spiegato la cosa al comandante che ha fermato in tempo l'aereo. A quanto pare, nessuno si era accorto della grave dimenticanza per cui il portellone del vano bagagli era rimasto aperto: nè il responsabile delle operazioni sottobordo dell'handler, la Flightcare, che avrebbe dovuto verificarne la chiusura; nè il comandante dell'aereo, che avrebbe dovuto effettuare un "check" prima di iniziare le procedure di partenza. Insomma, se il padrone non avesse visto dal finestrino il cane che correva dietro l'aereo, il volo sarebbe decollato.
da "Repubblica", 10/8/2007

 

Avventure da dimenticare
Non si trattano così i cani in aereo

Il recente episodio del volpino che rincorreva l'aereo in fase di rullaggio, dopo essere uscito dal trasportino chiuso male e da una stiva lasciata aperta, mi induce a fare qualche riflessione e a darvi qualche consiglio pratico, ricavato dalle tante esperienze di viaggi con animali. In Italia fare viaggiare un cane (o gatto talvolta) su un aereo, treno o bus può diventare una tragedia, se non si ha la malizia di prendere informazioni da fonti sicure. D'altronde ogni giorno, negli aeroporti e nelle stazioni, i viaggi si trasformano in odissee anche per noi, figuriamoci per chi paga ma non può parlare. Nonostante le mie malizie, ci sono cascato anch'io pochi mesi fa. Io, un amico e il suo cagnetto di 4,8 Kg. eravamo stati invitati da Licia Colò a parlare di bocconi avvelenati e di come il suo cane si era salvato dopo averne ingerito uno. Dei biglietti si era occupata un'agenzia specializzata con cui opera la RAI. Volo Parma Roma delizioso. L'hostess della Alpi Eagles ci fa mettere in coda e lascia al mio amico il cagnetto sulle ginocchia. La gente fa la fila ad accarezzarlo. Al ritorno, per il solito inghippo, dobbiamo scendere a Bologna e si cambia compagnia. Voliamo con Alitalia. Il trasportino è omologato e passa il check in. Arrivati con la navetta davanti al MD80, capisco subito che butta male. L'uomo in divisa, dall'alto della scaletta, mi fa un cenno di diniego. "Quella gabbietta non sta sotto il sedile. Il cane va in stiva". Comincia una discussione tesa che coinvolge caposcalo e pilota. "Col cavolo", gli dice il mio amico "questo cane è sopravvissuto alla stricnina e non me lo mettete in una stiva dalla quale non so se esce vivo." Per farla breve, l'uomo Alitalia ha detto no. Punto. O il cane va in stiva o a scendete a terra. Che la gabbia sia omologata e sia passata ai controlli, non gli può frega' de meno. Che il cane sulle ginocchia non si muova di un millimetro, lo fa solo evocare tragedie tra le nuvole. "Ma ha idea di cosa potrebbe succedere con un cane libero in caso d'incidente a 10.000 metri?" Rispondo che se mi fa precipitare da 10.000 metri lo strozzo prima che ci sfracelliamo a terra. Non gradisce. Io devo per forza rientrare. Il mio amico scende la scaletta e si trova sulla pista, fra decine di Boeing e Fokker in partenza. Riuscirà a prendere il Roma Parma della Alpi Eagles dove il cane si addormenterà sulle sue ginocchia mentre l'hostess gli sorride. Non fidatevi dell'agenzia di viaggio o della telefonata al call center della compagnia aerea.

Non vorrei sparare sulla Croce Rossa, ma se viaggiate con Alitalia e in Italia, fatevi il segno della croce (se credenti). E non solo per il cane, ma per la probabile avventura che vi toccherà. Se non siete scomodi all'aeroporto fateci un salto qualche giorno prima di partire e cercate di parlare con il caposcalo portandovi dietro relativo trasportino. Ottima alternativa, parlare con i servizi veterinari aeroportuali. Loro sanno tutto e, di solito, sono gentili e disponibili. Buon viaggio a chi parte o torna.
Oscar Grazioli, tratto da Tiscali Animali, agosto 2007

 

E la compagnia aerea si perse il cane
www.corriere.it, 11 maggio 2010


Brutta avventura per una coppia di giovani canadesi di ritorno da una vacanza in Messico: i due avevano caricato tra i bagagli aerei il loro cagnolino Paco, e all'arrivo in Canada dopo uno scalo intermedio a Detroit non hanno potuto recuperarlo. Il cane era smarrito come una delle tante valigie perse negli aeroporti. Ora la Delta Airlines - compagnia con cui i due ragazzi hanno volato nell'ultimo tratto - oltre a scusarsi e rimborsare i biglietti offre alla coppia 200 dollari a testa. Ma la storia nel frattempo fa il giro della Rete.

Josiah Allen e la sua fidanzata avevano trovato il piccolo Paco su una spiaggia a Puerto Vallarta, in Messico, dove erano in vacanza. E come spesso accade quando ci si innamora di un cagnolino randagio, si decide di portarlo a casa con sé. I due avevano dunque affrontato tutta la profilassi, vaccini e visite dal veterinario inclusi, per poterlo poi far viaggiare fino alla loro casa, in Ontario, Canada. Ma a destinazione Paco non è mai arrivato. Prima di imbarcarsi sul primo volo -da Città del Messico a Detroit, con Aeromexico, mentre la seconda tratta li portava a destinazione, con Delta Airlines - la giovane coppia aveva potuto far sgranchire le zampe di Paco, per poi rimetterlo nella sua gabbia, come racconta la Abc. È stato questo l'ultimo avvistamento dell'animale, il 3 maggio scorso. All'arrivo in Canada i due hanno chiesto spiegazioni e, dopo molte attese, hanno scoperto che il cane non era mai stato imbarcato. Il giorno seguente poi, grazie alle informazioni fornite in Messico, hanno saputo che Paco aveva seguito i suoi istinti randagi ed era riuscito a liberarsi della sua gabbietta, fuggendo via fuori dal controllo degli operatori aeroportuali. Ma a questa versione - che è poi quella ufficiale della compagnia aerea - i due ragazzi non credono, spiegando che i lucchetti da aprire erano ben due e che ritengono Delta responsabile dell'accaduto.

Prima ancora di ricevere scuse e risarcimenti da parte di Delta Airlines, è iniziato il tam tam in Rete, scatenato da una lettera scritta da Josiah al blog di Consumerist, che ha poi fatto rimbalzare la storia su altri blog fino a diventare argomento per notizie su quotidiani e siti americani. Proprio dopo tutte queste segnalazioni è arrivata la replica di Delta Airlines che ha così deciso di offrire alla coppia, oltre al rimborso del biglietto per il cane (200 dollari) anche due buoni per voli futuri di 200 dollari l'uno e, ancora, si è offerta di ripagare i ragazzi delle spese sostenute per vaccinare il cane, nutrirlo, e acquistare la gabbia in cui avrebbe dovuto volare fino a casa. Nemmeno questo risarcimento sembra però accontentare i due giovani, che continuano a cercare Paco, usando ancora una volta la propagazione delle notizie e la collaborazione di tutti su Internet.
www.corriere.it, 11 maggio 2010

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