Dal 1999, in viaggio con i tuoi amici a 4 zampe
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Situazioni

Corfù

Grecia

Segnalato da Paolo e Lorenza Zanetti, con Chicco e con Zelda, adottata in loco

Gli animali sono bene accetti ovunque, infatti la loro presenza è permessa nei ristoranti, nei musei, nelle spiagge e a meno che non si decida di fare una vacanza in villaggio gli appartamenti in affitto (ce n'è una marea, di ogni tipo e gusto) accettano per la maggior parte i cani. Le spiagge attrezzate sono l'unico punto dove il cane non viene visto molto bene ma a dispetto delle spiagge libere non sono nemmeno la metà.

La storia di Zelda e Zeus: Gli animali locali, a Corfù, fanno una brutta fine... Per le strade si trovano cani bellissimi molto magri, affettuosi ed affamati, cani randagi che nessuno cura e guarda, cani che non hanno un buon rapporto con i Corfioti. La cultura degli isolani non è propensa all'aiuto degli animali, nemmeno i proprietari delle taverne che potrebbero dare loro avanzi di ogni genere; ed è proprio qui che inizia la storia di Zelda e Zeus. Per il secondo anno siamo tornati sull'isola di Corfù per trascorrere le vacanze, questa volta con una coppia di nostri amici. Vacanza come al solito rilassante con tanto sole, mare e il nostro Chicco che giocava sulla spiaggia con la sua amata pallina.

Giovedi 18/08/2005 ore 08:30 Con la macchina io, Lory e Chicco ci stiamo recando in spiaggia quando Lory con la coda dell'occhio vede qualcosa in mezzo all'erba e mi chiede di fermarmi e tornare indietro. Così faccio. Appena fermi lei vede un cucciolino di cane bianco e nero che sta giocando con un filo d'erba; ci fermiamo. Scendiamo tutti dalla macchina e ci avviciniamo al cucciolino che si dimostra abbastanza indifferente. In quattro e quattrotto il cagnolino è già in braccio e si prende le coccole mattutine e le annusate di Chicco. Passano cinque minuti quando dall'erba spunta una palla di pelo nera che corre verso di noi in maniera goffa. Che bello!! Erano due!! Ci accorgiamo però che il giardino era di proprietà di una taverna greca ed una signora seduta vicino alla porta ci osservava. Un po' dubbiosi e con l'occhio che ogni tanto scappava sulla signora, continuiamo imperterriti a dare attenzioni ai cuccioli e ci accorgiamo che il piccolo bicolore non aveva peli sulla coda ed era più magro di quello nero.
All'improvviso i nostri amici passano sulla strada senza vederci e vanno verso la spiaggia. Salto in macchina, li raggiungo e dico loro che avevamo trovato due cagnolini e che dovevano venire subito a vederli. Passa un quarto d'ora, i cuccioli sembrano essere a loro agio quando si avvicina a noi un uomo con un cappello uscendo dalla porta vicino alla signora seduta. Della mamma dei cuccioli, nessuna traccia. Pensiamo subito male, perlomeno io. Il signore non parla una parola di italiano.
Ci chiede in qualche maniera se siamo italiani e trovando risposta positiva comincia ad esclamare: "Ne, ne...!" facendo gesti con le mani come se dovessimo allontanarci. Dopo alcuni minuti capiamo che il signore ci sta dicendo di portare via i cuccioli e indicandoli con una mano con l'altra passa un dito lungo la gola ed esclama "KAPUT", cercando di spiegarci che non avevano la mamma. (non so come si scrive ma rende l'idea). Ci guardiamo in faccia tutti e quattro e stringendo i piccoli, salutiamo il signore quasi ringraziandolo.

Non ci eravamo ancora resi conto di cosa stava accadendo, noi un cane lo avevamo già, ma in mano ne avevamo un altro. Contenti e giocondi carichiamo tutti i cani sulla mia auto e torniamo in spiaggia. Pieni di rimorsi e sorpresi, iniziano un po' di dubbi che passano però una volta in spiaggia. Mi accorgo nel frattempo che i signori della taverna stavano andando via in macchina. Appoggiamo i cuccioli sui teli e ci sediamo intorno quasi in adorazione; anche i nostri amici hanno rinunciato agli ultimi raggi solari ed erano attratti dalle palle di pelo. Chicco inizia a sentirsi un po' messo in disparte e cerca di attirare l'attenzione di tutti. Mi spiace per il mio gelosone, così mi allontano con lui e lascio gli altri tre a vegliare sul sonno dei cagnolini. Quel giorno hanno dormito tutto il tempo con Chicco, geloso, che ogni tanto li annusava e si metteva in disparte offeso.
Dopo una nottata turbolenta e la prima separazione effettiva dei cuccioli in due case diverse arriva il venerdi, ultimo giorno di vacanza per i nostri amici e ultimo giorno di permanenza su Corfù per il cagnolino nero che nel frattempo era diventato Zeus. Noi saremmo rimasti li ancora una settimana con Chicco e con Woody...... Già, Woody...; ho parlato sempre dei cuccioli al maschile, infatti solo venerdì ci siamo accorti che Woody non era un maschietto ma una femminuccia, che ora si chiama Zelda.

Zeus attualmente abita in provincia di Novara e Zelda con noi, Chicco e due gatti in provincia di Milano, si vedono costantemente e di certo trascorrono una vita diversa da quella dei loro amici sull'isola.

Questo in breve è ciò che è successo in una vacanza che ha cambiato la vita a 4 persone.
Racconto inviatoci da Paolo Zanetti

Zelda viene da Corfù
Che topolina !
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