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Situazioni

Paese

Treviso

Segnalato da Alessandro, con Camilla - marzo 2007

Abito nel comune di Paese (TV) (si chiama proprio così). Ecco la situazione da noi: il sindaco con un’ordinanza del 2004 ha vietato l’accesso ai cani in tutte le aree verdi comunali. Per “tutte” si intende proprio “tutte”, cioè anche l’aiuola o il fazzolettino di erba. Purtroppo non sto parlando di zone sempre curate, è sufficiente che abbiano erba (leggasi: infestate di erbacce). Vicino a casa mia c’è un campetto abbandonato, che ho scoperto essere in parte di proprietà comunale, decentrato dal traffico (si trova in una strada chiusa) dove noi proprietari di cani portiamo le nostre "belve" a scorrazzare un pochino in libertà. Bòn, ieri all’ora di pranzo la novità: anche per questa area è stato posizionato il cartello con scritto “divieto di accesso alle bici, ai cani e alle auto”. Descrivo brevemente il luogo: 50 metri per 20 - a sinistra, per un quarto, occupato da un orto abusivo di cinesi, vicino all’orto un ritrovo di pantegane, 6 alberetti rinsecchiti, 1 panchina collocata in pieno sole colma di scritte e incisioni fatte col temperino, immondizie sparse: carte di patatine, lattine e quant'altro gli educatissimi cittadini del comune di Paese lasciano per terra in quanto in zona non è collocato un cestino, e che il comune non pensa minimamente di far raccogliere, erba alta circa 30/40 cm sfalciata solo per metà area in quanto l’altra metà “non è di loro competenza”. Bene: in questo giardino di Boboli nostrano il sindaco ha pensato bene di proibire l’accesso ai cani. Imbufalito ho telefonato al comune e ho chiesto pertanto, essendo un cittadino del comune stesso, che mi indicassero un’area verde dove sarei autorizzato portare il cane: la risposta è stata “beh…lo può portare fuori…” (per “fuori” si intende un altro comune…). Quando ho chiesto inoltre per quale motivo è stato deciso di vietare l’accesso ai cani in tutte le aree verdi comunali, mi è stato risposto che “i cani sporcano e i padroni non raccolgono le cacche”. Ho spiegato alla, peraltro gentilissima incaricata, che non è esatto che "tutti i padroni non raccolgono le cacche", anzi la maggioranza (me compreso) lo fa sempre e senza alcun problema, quindi perché invece di vietare l’accesso non si mette un cartello con “obbligo di raccolta degli escrementi”, pena multe salatissime? Inoltre perché non provano a posizionare nelle “aree verdi” il distributore di sacchettini col contenitore per le cacche del tipo che si trova in Alta Pusteria, Francia, Austria? La risposta, disarmante, è stata che “no, non lo posizioniamo perché siamo sicuri che i vandali lo spaccherebbero”. Comunque la signora del comune mi ha anche tranquillizzato: “mah…se lei va col cane e raccoglie le cacche… penso non ci siano problemi…”. Quindi, come al solito, all’italiana, è vietato ma, insomma, dài… non vietatissimo… Percependo che il problema “cacca di cane” è primario nel comune di Paese (20.000 abitanti, vigili zelanti solo con le macchine in divieto di sosta, se li chiami perché qualche maleducato ti ha parcheggiato l’auto davanti al cancello non vengono mai in quanto “siamo impegnati con un incidente grave, chiamate i carabinieri”) ho provato a spiegare che il mio cane (e tutti i bubi in genere) pur pesando 33 kili, non è un produttore continuo di cacca (visto che in sintesi sembra essere solamente questa la motivazione del divieto), e che non è che ogni volta che vede un aiuola gli scappa!! In conclusione: sarà anche un problema di educazione dei proprietari di cani, ma nella mia zona la pubblica amministrazione certo non aiuta! Cordiali saluti agli amici di Dogwelcome!
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