Dal 1999, in viaggio con i tuoi amici a 4 zampe
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Strutture

Spiaggia accesso cani a Cagliari

Spiagge, Laghi, Fiumi, Piscine

Mare

Spiaggia del Poetto

Fermata 7, circa al civico 324 (nelle vicinanze dell'Ospedale Marino)
Cagliari
Italia

Descrizione

Descrizione

Dopo anni di tira e molla, di permessi promessi e promesse disattese, un'area cani in spiaggia al Poetto a Cagliari è finalmente accessibile.

Domenica 28 Giugno 2015  - L'Unione Sarda
Poetto, ecco l'area riservata ai cani - Seimila metri quadri tutti per Fido
Alla settima fermata del Poetto, vicino all'ospedale Marino, è stato allestito un tratto di spiaggia dedicato ai cani.
Anzi: è stato riallestito e migliorato perché dopo la prima esperienza dell'anno scorso sono state introdotte alcune modifiche: l'area - in tutto seimila metri quadrati - non è più delimitata da paletti, ma protetta da una rete che garantisce agli utenti più libertà e sicurezza. Sul nuovo lungomare è stata inoltre posizionata una fontanella che consente di dar da bere e rinfrescare i cani. Come lo scorso anno i cani possono anche fare il bagno in un'area segnalata con apposite sagole e boe.

Situazione valida sino al 2013 qui sotto

Aggiornamento 2006: vi è una pensione giornaliera accanto alla spiaggia, la struttura si chiama Dog Island, si trova di fronte allo stabilimento della Finanza, è aperta tutto l'anno, con ristoro e spazio gioco (assieme al conduttore) – Tariffe pensione giornaliera 2,50€, per abbonati 2€ (abbonamento mensile 20€) area gioco 1 € giornaliero, abbonamento mensile 20€ - è gestita dalla società che gestiva la spiaggia con accesso ai cani al Poetto.

Aggiornamento 2003: "Baubeach" - Spiaggia del Poetto, a 450 mt. dal "Lido Mediterraneo" (Cagliari) ATTENZIONE !!! La spiaggia per pelosi del Poetto dal 2003 non ha più avuto i permessi. Leggete qui sotto com'è andata. 

Riceviamo una mail che ci può dare l’idea di come l’intolleranza nei confronti dei nostri amici a quattrozampe sia sempre molto presente nel nostro Paese…
Quindi: cani in spiaggia, sì o no ? Che problemi può dare un cane con padroni educati in una spiaggia italiana ? "Inquina" di più la cacca del cane che poi viene rimossa dalla sabbia oppure inquina di più l’uomo, con i suoi mozziconi (quintali e quintali di questi ultimi sulle spiagge ogni anno), lattine vuote, bucce di frutta andate a male e altre schifezze ?
Ecco la mail che abbiamo ricevuto:

Gentile Redazione, siamo due ragazze cagliaritane che amano gli animali, i cani in particolare, e ci rivolgiamo a voi, che sappiamo essere estremamente sensibili, nella speranza che la nostra storia possa essere conosciuta e capita e, perché no, aiutata per quanto possibile. Il più brevemente possibile riassumiamo la nostra lunghissima e contorta vicenda. Tanta è la nostra passione, che tre anni fa abbiamo deciso di “inventarci” un lavoro che ci permettesse di vivere giornalmente con i nostri amici a quattro zampe. Siamo partite piene d’entusiasmo e convinte che la buona volontà e i sacrifici ci avrebbero premiato, visto che, pur disoccupate e non facoltose, eravamo disposte ad investire tutto ciò che avevamo per mandare avanti le nostre idee. In Sardegna purtroppo però, non solo non ti offrono lavoro, ma non ti permettono neanche di portare avanti un’iniziativa personale di cui ti assumi tutti i rischi, soprattutto se ci sono i cani di mezzo! Non essendoci a Cagliari e dintorni, spazi in cui puoi portare il tuo cane (oltre al fatto che non puoi entrare in nessun luogo pubblico!!), abbiamo pensato di presentare alle amministrazioni competenti, due progetti da realizzare a nostre spese. Il primo era una spiaggia attrezzata per persone accompagnate da cani visto che in tanti km di coste è assolutamente proibito far poggiare una zampa al tuo fido compagno e il secondo un circolo sportivo/ricreativo interamente dedicato ai cinofili. Oltre a risolvere tanti problemi ai proprietari di cani, avremmo creato posti di lavoro, incrementato un tipo particolare di turismo e dato lustro alla nostra regione. Da qui è iniziata la nostra epopea.
Nel 2000 dietro “richiesta” del Comune di Quartu Sant’Elena (limitrofo a Cagliari), ci siamo costituite in una piccola cooperativa con altre due socie (che nel frattempo si sono scoraggiate e recentemente hanno abbandonato), sostenendo spese di costituzione, tasse, commercialisti… ti lasciamo immaginare in tre anni ormai trascorsi quanto ci sono costati! Tutto questo perché c’era stata assegnata, con tanto di delibere, un’area comunale in cui costruire il nostro circolo. Abbiamo incaricato un ingegnere, abbiamo presentato il progetto concordato con gli assessorati competenti, abbiamo chiesto un finanziamento con la L. 215 e lo abbiamo ottenuto. Eravamo entusiaste. Poi ci sono state le elezioni, una nuova giunta comunale che ha annullato ogni decisione presa dalla precedente… Niente più area… Finanziamento non sfruttabile.
Contemporaneamente abbiamo fatto istanza alla Regione per una concessione demaniale per la spiaggia attrezzata e dopo un anno e più di progetti e spese istruttorie ci è stata concessa, non richiesta, un’anticipata occupazione. In altre parole ci affidavano l’area per la stagione in corso, in attesa della concessione definitiva. Nel luglio 2001, data di rilascio, per correttezza e onestà abbiamo fatto domanda per ottenere l’autorizzazione sanitaria al Comune (accompagnata da pareri preliminari favorevoli sia della A.S.L. – Servizio Veterinario sia della Capitaneria di Porto) che ha dato il via ad un’ulteriore sequenza di richieste di pareri dallo stesso Comune agli Enti interessati… che si erano già espressi positivamente! Mancava, però, il parere della A.S.L. Igiene Ambientale e Urbana… Rassicurate a voce, anche dal Sindaco in persona, sulla celerità del disbrigo formale e burocratico abbiamo acquistato le attrezzature balneari, indebitandoci per oltre 30 milioni di lire. La risposta è arrivata solo ai primi di settembre: non si poteva esprimere parere poiché la struttura non era ancora realizzata!! In preda all’avvilimento più profondo, ma non demordendo, scopriamo che l’attività non era normata, se non dall’Ordinanza della Capitaneria che in deroga ci aveva dato le autorizzazioni e, pur consapevoli che la stagione balneare era ormai finita, abbiamo aperto. In 25 giorni di apertura della spiaggia (di cui 17 con il Maestrale) abbiamo registrato più di 150 cani, ricevuto elogi e solidarietà dai cinofili, insulti e attacchi di vario genere dagli intolleranti, ripetute visite da parte di Vigili Urbani, incaricati comunali, incaricati A.S.L. – Igiene Ambientale. I sopralluoghi di questi ultimi, però, non erano mirati alla verifica del corretto funzionamento dell’area, ma a trovare cavilli per farci chiudere. Non hanno mai trovato nulla per poterlo fare, ma non ci hanno ridato l’area per l’anno successivo e da quasi due anni abbiamo un ricorso aperto al TAR contro la Regione e il Comune, ma ancora, oltre a tante spese legali, non abbiamo avuto nessun risultato. L’esito è sempre lo stesso: NON VOGLIONO I CANI IN SPIAGGIA e NON CI RICONOSCONO IL DANNO ECONOMICO!
A tutt’oggi riceviamo telefonate ed e-mail da tutta Italia perché vorrebbero venire in vacanza col proprio cane e, con mortificazione e con una credibilità ormai agli sgoccioli, siamo costrette a rispondere che non si può venire. La rabbia maggiore la avvertiamo quando ci aggiornano sulle statistiche degli abbandoni e sul numero crescente delle presenze nei canili rifugio e sui costi delle campagne contro gli abbandoni. L’ignoranza e la voce degli intolleranti, che ha convinto i nostri politici che non servono spazi per possessori di cani, che il cane porti sporcizia, malattie e chiasso, e che una buona campagna contro gli abbandoni sia sufficiente a convincere chiunque a rinunciare alle vacanze, alle giornate al mare o al weekend fuori e non occorra dare la possibilità di spostarsi col proprio amico, ci ha lasciate ormai senza forze, senza soldi, tante idee, tanto rammarico e tanti debiti… Oramai stiamo perdendo la speranza di riuscire ad emergere in questo “Paese dei Paradossi e delle Incoerenze”. Per il circolo cinofilo abbiamo partecipato, vincendo, all’ennesimo bando pubblico per l’assegnazione di un’area, ma abbiamo dovuto resistere ad un ricorso al TAR perché, un concorrente per la stessa area, sosteneva che la nostra iniziativa non era di pubblica utilità ed inoltre era inammissibile concedere un’area “ai cani”….E’ stato respinto ma …altre spese legali e la Spada di Damocle di un minacciato appello in Consiglio di Stato continua a non farci dormire sonni tranquilli.
Viviamo con i nostri cani, siamo Unità Cinofile della Protezione Civile Italiana, facciamo ricerca dispersi e salvamento a mare con loro, ma non abbiamo la possibilità di portarli da nessuna parte e come noi tanti altri e ci chiediamo: quando entreremo nell’Unione Europea?. In Francia, in Austria, in Germania e in tutti gli altri paesi europei, hanno un’alta considerazione per gli animali, hanno pochissime restrizioni per la loro gestione e tutto questo ci porta a credere che il Terzo Mondo siamo noi! Il problema di base è che solo chi è scontento fa sentire la sua voce… per protestare! Dopo tre anni abbiamo deciso che la nostra storia si conosca. In tutto questo tempo siamo state in silenzio, per la paura di pestare i piedi a Qualcuno, di urtare la suscettibilità di coloro che alla fine dovevano decidere del nostro futuro! Adesso siamo stanche di aspettare e vorremo avere la possibilità di provare ciò che valiamo, di far capire che il nostro sarà un servizio utile (anche contro gli abbandoni estivi), e che amare i propri cani e volerli con se anche nei momenti di svago non è un crimine, ma un desiderio del tutto plausibile. Ovviamente la storia che vi abbiamo raccontato è una sintesi perché a scrivere delle complicazioni, delle frustrazioni e dei guai passati avremmo scritto un tomo dell’enciclopedia TREcCANI!! Vi invieremo, se ritenete necessario o interessante, la descrizione dei progetti, la rassegna stampa locale che ci riguarda e i dettagli di questa beffa all’italiana. Questa lettera è indirizzata a voi, ma la manderemo a chiunque ci possa ascoltare, lo ritenga giusto, sia sensibile a tutto questo e lo renda pubblico, sperando che, queste voci possano per una volta, arrivare dove gli avvocati, i tribunali e la nostra tenacia non sono riusciti.
Vi ringraziamo in anticipo per la vostra attenzione e per tutto l’impegno che offrite ai nostri amici animali e restiamo, speranzose, a disposizione per qualsiasi chiarimento e sostegno ci vorrete concedere. Ciao.
Cristina e Simona della Cooperativa “ALL FRIENDS” 

L'Associazione Dogwelcome, sia a causa di questa incresciosa situazione cagliaritana, sia perchè già da anni si stava impegnando per ottenere almeno un accesso canino nelle spiagge della Gallura, si è messa in contatto con la Regione Sardegna nel 2007 (giunta Soru) inviando una richiesta formale di adeguamento dell'Ordinanza Regionale, affinchè, come in Liguria, si potesse concedere ai Comuni la facoltà di aprire tratti di arenile accessibili ai cani.

A inizio maggio 2007 abbiamo ricevuto via posta ordinaria una risposta formale dalla Regione Sardegna con esito positivo, ed in allegato l'Ordinanza nuova, con la modifica richiesta al punto G: concessa ai Comuni la facoltà di dedicare spazi ai bagnanti con animali domestici al seguito.

In seguito l'Associazione Dogwelcome ha contattato tutte le capitanerie di Porto dell'isola affinchè venissero a conoscenza della modifica all'ordinanza (dal 2007 non erano più quindi le Capitanerie a dover decidere, ma i Comuni, abbiamo quindi informato e richiesto che non venissero posti intralci) ed ha individuato una dozzina di Comuni tra cui Olbia, Sant'Anna Arresi ed altri, a cui indirizzare richieste di apertura spiagge accesso cani.
Nel 2016, le spiagge accesso cani in Sardegna sono più di 40. 

39.212153, 9.174509

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