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La sedazione degli animali in aereo

Sedare il cane o il gatto per viaggiare in aereo comporta rischi anche molto gravi. Leggi l'articolo per saperne di più e conoscere gli effetti della sedazione sugli animali domestici

Sedare il cane per un viaggio aereo è sconsigliato.

Da tempo IATA (l'organizzazione internazionale che impartisce le regole generali di trasporto nel mondo intero) scoraggia l'uso di sedativi e tranquillanti sugli animali che devono essere trasportati in cabina o in stiva sugli aerei. Questo a causa dei possibili effetti collaterali che si possono manifestare durante il viaggio. Questo punto di vista è condiviso dall'American Veterinary Medical Association.  

I sedativi o tranquillanti vengono in genere somministrati prima del trasporto o durante lo stesso per minimizzare il rischio di comportamenti indesiderati da parte dell'animale, comportamenti che possono essere nocivi per l'animale stesso.

Comunemente vengono somministrati principi attivi come l'acepromizina, che si colloca nella classe delle fenotiazine, oppure il benzodiazopam. Fra i due principi attivi è l'acepromizina che ha la più lunga storia di utilizzazione grazie alla sua azione rapida ed al suo intervento neurolettico, in quanto deprime l'attività motoria e quella del sistema nervoso simpatico.  Gli animali a cui viene somministrato questo principio attivo perdono la capacità di stare eretti ed il senso dell'equilibrio, a seconda della dose somministrata. Conformemente al dosaggio, possono perdere l'abilità di posizionarsi in maniera corretta e possono ferirsi. Potrebbe anche accadere che la posizione acquisita, non naturale, ostruisca loro le vie respiratorie.

Sebbene questo medicinale abbia legittimo uso clinico e possa essere d'aiuto nel minimizzare comportamenti aggressivi nonché costituire un metodo pre-anestetico in combinazione con altri preparati, il suo uso effettuato senza garantire una continua osservazione dell'animale può portare a situazioni in cui la vita dell'animale viene messa a rischio.

Altri agenti neurofarmacologici come l'amitriptilina (un antidepressivo) e il clorodiazepoxide (un ansiolitico) da soli o in combinazione sono stati usati al fine di modificare il comportamento dei cani e di altri animali. Come altri medicinali, possono causare effetti collaterali che possono essere gravi se usati in alte dosi: aritmie cardiache, ipotensione, depressione del sistema nervoso centrale, convulsioni.
Questi preparati, così come gli antidepressivi triciclici come la clomipramina sono stati autorizzati dalla statunitense FDA (Food and Drud Administration) per il trattamento farmacologico dell'ansia da separazione negli animali.  
I farmaci di cui sopra sono stati usati per trattare comportamenti inappropriati negli animali d'affezione e devono essere somministrati per alcune settimane prima di poter rilevare miglioramenti. Gli animali sottoposti a questo tipo di cure a causa di problemi comportamentali possono continuare ad avere benefici anche se durante il viaggio non viene loro somministrato alcun medicinale.

Non è stato dimostrato -e non è nemmeno probabile- che l'uso di antidepressivi triciclici o altri preparati psicoterapici possano realmente alleviare il rischio di attacchi di panico e comportamento distruttivo durante un viaggio aereo.

Se la sedazione, tenendo però conto di tutti i rischi che comporta la sua applicazione, potrebbe al contrario raggiungere il risultato, appare difficoltoso stabilirne il dosaggio appropriato in modo da garantire l'effetto durante tutto il periodo del viaggio, periodo che può essere oltretutto variabile, in contesti che cambiano (sale d'imbarco, stiva o cabina, magazzino bagagli) e con poche o nessuna possibilità di somministrare nuovamente il preparato. Soprattutto, è necessario poter tenere l'animale sotto controllo osservandolo, cosa impossibile se l'animale viaggia in stiva. Tutto ciò pone l'animale a rischio e potrebbe non essere una soluzione applicabile per evitare comportamenti indesiderati da parte dello stesso.  

IATA perciò sconsiglia di sedare o tranquillizzare farmacologicamente gli animali in viaggio in aereo.

Qualora la sedazione debba essere l'unica alternativa da percorrere in questi casi, per validi motivi medicali, occorre che sia pianificata dal veterinario, incluso l'aspetto dosaggio e timing del dosaggio, ed il tutto dev'essere annotato chiaramente in una prescrizione allegata al certificato di buona salute.

Se medicinali di questo tipo vengono somministrati all'animale, è opportuno che siano impiegati solo nel caso in cui si tratti di un viaggio con accompagnamento da parte di personale opportunamente addestrato e qualificato ai fini della somministrazione dei preparati e che disponga delle corrette nozioni di pronto soccorso e interventi di emergenza che possono presentarsi nel caso di eventi avversi che si potrebbero manifestare.

Ricerca e traduzione a cura di Dogwelcome.it ©

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